Roma, 12 nov – “Preferisco Rita Pavone e Iva Zanicchi”: così Matteo Salvini taglia corto sulla questione Fedez candidato alle prossime politiche. Lasciando l’Auditorium di Roma, dove il leader della Lega ha partecipato all’assemblea di Federmanager, rimette al suo posto l’influencer che in questi giorni ha registrato il dominio fedezelezioni2023.it.



Fedez candidato? Salvini non si scompone

Salvini in realtà aveva già commentato su Twitter la notizia della registrazione da parte della Zdf Srl, la società di Fedez, di un dominio online per le elezioni 2023. ”Fedez in politica? È il bello della democrazia – aveva scritto -, presenti le sue idee e poi decideranno i cittadini. Mi piacerebbe un confronto con lui sull’Italia che verrà, gliel’ho già proposto in passato senza avere risposta, io sono sempre disponibile”. Insomma, il leader della Lega sembrerebbe prenderlo sul serio. Non come Sgarbi e altri che invece lo hanno perculato. Per non parlare del comunistissimo Rizzo, che chiosa: “In Italia evidentemente non sono bastati i 5 Stelle. Ora sembra che Fedez voglia entrare in scena. Se gli italiani gli danno fiducia allora non c’è più nessuna possibilità”. “Dopo i 5stelle, se gli italiani votassero anche Fedez, allora si meriterebbero solo Mobutu”, è la condanna senza appello del leader del Pci.

Non è ovviamente dato sapere cosa abbia in mente Fedez: magari il dominio servirà per lanciare una nuova linea di smalti da uomo indossata dai candidati del Pd. Tuttavia, data per possibile la sua entrata in politica – secondo lo stupido ragionamento per cui siccome è così popolare potrebbe prendere tanti voti – c’è chi giustamente ha analizzato quanto vale il suo tesoretto di follower. Certo, non viaggia ai livelli della moglie – la mente del duo – ma anche il rapper paladino del fu Ddl Zan ha milioni e milioni di seguaci sui social.

Grossi guai in casa Pd e M5S?

Ragion per cui sondaggisti come Mannheimer si sono messi a valutare quanti voti prenderebbe il marito della Ferragni. Posto che milioni di like non significano milioni di voti – un po’ per i follower minorenni un po’ perché tanti giovani elettori non sono frequentatori delle urne – secondo il noto sondaggista Fedez potrebbe prendere un 10%. Un risultato per cui una Forza Italia darebbe un braccio (di Tajani). E quasi quasi pure il M5S (il cui bacino elettorale potrebbe pavlovianamente spostarsi verso il rapper). Per Benini di WinPoll invece, il rapper “potrebbe attirare le attenzioni dei giovani under 30 e non troppo politicizzati, oppure degli elettori di centrosinistra che in questi anni si sono astenuti perché non si riconoscono in nessun partito di sinistra” (che acquisto! Povero Rizzo).

Il problema vero, nel caso di una reale entrata in politica dell’influencer, sarebbe quello della dispersione dei voti. Eventualità che i diretti interessati Pd e M5S potrebbero ovviare con un accordo con Fedez. Accordo che secondo noi potrebbe coincidere con la fine dei giallofucsia, che vanno appresso agli Zan e alle Cirinnà, alle canne libere e altre amenità liberal invece di pensare ai disoccupati, alla crisi economica, ad abbassare le tasse. Un accordo con Fedez insomma conclamerebbe quanto Letta dovrebbe tornare a Parigi e il Pd a fare politica. Sul serio.

Adolfo Spezzaferro

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