Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 17 feb – Si allarga l’epidemia da coronavirus. Sono oltre 40 mila le persone ricoverate negli ospedali della provincia dello Hubei, focolaio in Cina del nuovo virus. Lo ha reso noto oggi la commissione sanitaria della provincia, specificando 1.773 sono in condizioni critiche ed oltre 8 mila sono gravi. Sono 1.933 i nuovi casi registrati ieri nella provincia, con 100 decessi, con una flessione rispetto alle precedenti 24 ore durante le quale 139 pazienti erano morti a causa del virus. Sono in tutto 58 mila i casi di Covid-19 che si sono avuti nella provincia, 41 mila dei quali nella città di Wuhan.

Nello Hubei 60 milioni di “reclusi” in casa

Nel tentativo di bloccare l’ulteriore allargamento dell’epidemia del virus nella provincia, che ha una popolazione di 60 milioni di persone, è stato imposto ai residenti di rimanere nelle loro case, con un controllo continuo dei loro movimenti. E’ stato inoltre vietato a tutte le auto civili di circolare ed istituito un sistema obbligatorio di registrazione al momento dell’acquisto di medicinali per il raffreddore. Intanto è salito a 70.548 il numero dei casi di infezione, con il bilancio dei morti arrivato a 1.770. E’ quanto hanno reso noto oggi le autorità sanitarie cinesi che hanno precisato che nelle ultime 24 ore si sono registrati 2.048 nuovi casi e 105 decessi. Il numero delle morti provocate dal virus è sceso rispetto ai dati relativi a sabato, 142 morti in 24 ore, mentre quello delle nuove infezioni è leggermente aumentato, dal momento che ieri la Commissione nazionale di sanità aveva parlato di duemila nuovi contagi.

Niccolò: “Febbre perché in casa fredda, rabbia ma niente panico”

“La febbre mi faceva arrabbiare, perché non avevo nessun sintomo, sapevo di averla solo perché me la misuravano”, e “la prima notte non ho capito subito cosa stava succedendo, ho telefonato ai miei genitori e pensavano che erano lontani e mi aspettavano…. Si’, un po’ di paura, ma panico mai. Mi sono detto: se vai in panico non risolvi nulla”. Così, in un’intervista al Corriere della sera, Niccolò, il 17 enne di Grado rientrato sabato in Italia da Wuhan e ora ricoverato allo Spallanzani di Roma, dove è risultato negativo ai test sul coronavirus. “Ho pensato di doverla prendere come una lezione della vita – afferma – e sapevo di non essere solo, che un sacco di persone mi stavano aiutando. La seconda volta mi sono arrabbiato, non era possibile, ancora la febbre che io non mi sentivo di avere”. Niccolò racconta poi il viaggio di ritorno in Italia: “Non è stato scomodo, ero lì disteso sulla barella, chiuso e ho dormito per 10 ore, quasi tutto il viaggio, mi sono svegliato poco prima di atterrare a Pratica di Mare. Diciamo che è stato un po’ surreale, mica ti capita tutti i giorni di essere trasportato in biocontenimento”.

Evacuati cittadini Usa dalla nave in quarantena in Giappone

Quattordici cittadini statunitensi, degli oltre 300 evacuati in Giappone dalla nave da crociera Diamond Princess e ora in volo verso gli Stati Uniti, sono risultati positivi al coronavirus, secondo quanto comunicano in una nota congiunta il Dipartimento di Stato e quello della Sanità Usa. “Queste persone – si legge – sono state trasferite in modo rapido e sicuro in un’area di contenimento a bordo dell’aereo, secondo i protocolli standard”.

Cancellato il saluto per i 60 anni dell’imperatore

Il virus preoccupa sempre più anche il Giappone: l’Agenzia della casa imperiale ha annullato i saluti dell’imperatore Naruhito al pubblico per il suo 60 esimo compleanno, che cade il 23 febbraio, a causa della nuova epidemia. Lo segnala la tv nipponica Nhk. L’occasione avrebbe segnato il primo saluto di compleanno dell’imperatore da quando è salito al trono a maggio 2019.

Ludovica Colli

3 Commenti

Commenta