Bergamo, 12 mar – Nella Bergamasca non è solo emergenza posti letto in terapia intensiva, non esiste solo l’allarme lanciato dagli operatori sanitari allo stremo: ora anche le camere mortuarie degli ospedali cittadini sono al collasso. Il comune orobico, riporta il Corriere della Sera, è al lumicino anche da quel punto di vista.

Persino nella camera ardente del cimitero cittadino non vi è più spazio. A tal punto che le autorità orobiche si sono viste costrette ad aprire il Tempio di Ognissanti, la moderna chiesa del Monumentale, per accogliere tutti i feretri, che arrivano ad essere anche 40 al giorno, contro i 4/5 dei periodi normali.

Fino a giovedì scorso il forno crematorio, l’unico della provincia, lavorava ancora a ritmi gestibili. Ma negli ultimi giorni il numero dei decessi ha subìto una tale impennata da costringere il Comune a disporre che l’impresa titolare dell’appalto cominci a lavorare sull’arco delle ventiquattr’ore. Ma nemmeno così si riesce a tenere testa ai decessi: sono stati 18 sabato, 44 tra domenica e lunedì, 33 martedì e 51 ieri. E Bergamo non è la sola: a Zogno, comune della val Brembana, il parroco ha deciso di suonare una volta al giorno le campane a morto, perché altrimenti i rintocchi non si placherebbero in tutto il giorno.

Sono 142 le vittime spalmate su un totale di 244 comuni della bergamasca. Un numero che si coagula tra Nembro, Alzano Lombardo, Albino – ma sono sempre di più i morti in città. Così il contagio, che aveva colpito duramente la media Val Seriana, si è ora spaccato, abbattendosi sul capoluogo e risalendo in Val Brembana. Il primo cittadino, Giorgio Gori, è passato anch’egli da “il vero virus è il razzismo” al mandare almeno un messaggio al giorno via social per invitare tutti a stare in casa.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

8 Commenti

  1. …..mancanza di adeguate strutture capaci di accogliere in modo adeguato i molti casi gravi da virus….alleanza, improvvisa tra DX SX per tenere gli italiani ben chius,i sotto custodia,….e viene il sospetto che il “potere”, la classe politica..hanno paura..paura di una rivolta popolare disperata per la mancanza di un’assistenza sanitaria capace di soccorrere , soddsfare le esigenze di una popolazione …Questa è la principale paura del potere,; paura di una rivolta popolare..

  2. Ciao Aiki, ok il giornalismo sul web ma perchè hai deciso di mettere da parte le prestazioni orali?
    Pensaci! È un gran peccato!

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