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Roma, 16 feb – Partirà un volo per riportare in Italia i 35 italiani imbarcati sulla Diamond Princess, la crociera bloccata in quarantena nel porto giapponese di Yokohama. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un post su Facebook: “Buongiorno, dopo aver riportato Niccolò dalla sua famiglia, ci siamo messi subito al lavoro per i 35 italiani bloccati sulla nave da crociera Diamond Princess, in Giappone”.

La decisione è arrivata sabato “insieme al commissario straordinario, Angelo Borrelli, e al Ministro della Salute, Roberto Speranza“, dichiara Di Maio nel post. “Questa è l’Italia che non lascia mai soli i suoi connazionali. Siamo italiani, nessuno deve restare indietro, lo Stato c’è e non mancherà. Grazie a chi sta dando il massimo in queste ore, in patria e all’estero, per fornire il massimo supporto a chi ne ha bisogno”, aggiunge il ministro degli Esteri. Come per quelle precedenti l’ operazione verrà organizzata in stretto coordinamento tra Farnesina, Protezione Civile, Ministero della Salute e Ministero della Difesa.

Buongiorno, dopo aver riportato Niccolò dalla sua famiglia, ci siamo messi subito al lavoro per i 35 italiani bloccati…

Gepostet von Luigi Di Maio am Sonntag, 16. Februar 2020

La crociera è bloccata in quarantena da due settimane, ancorata nel porto di Yokohama. Il numero degli infettati dal virus, secondo quanto riportato dalle autorità nipponiche, è salito a 355 passeggeri (70 casi più di sabato), sui 3.700 totali. Gli Stati Uniti e l’Australia hanno già annunciato che andranno a prelevare i propri connazionali bloccati in quarantena sulla nave. Dei 35 connazionali a bordo nessuno è risultato positivo al contagio da coronavirus.

Intanto cresce a 1665 il numero delle vittime, quasi tutte entro i confini della Cina: Le autorità di Pechino riferiscono però che per il terzo giorno consecutivo sono calati i nuovi casi di contagio, che hanno raggiunto la cifra di 68.500. “I dati che si hanno dalla Cina sono incompleti – ha spiegato la virologa Ilaria Capua, che negli Stati Uniti è direttore del One Health Center of Excellence dell’University of Florida – non per malafede, ma perché sono 1,5 miliardi di persone. Non si possono fare così tanti test in un mese”

Aldo Milesi

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