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Roma, 16 feb – I principali quotidiani italiani hanno espresso la loro preoccupazione in relazione alla vicenda dello studente dell’università di Bologna Patrick Zaky, del quale non si avevano notizie per alcuni giorni, salvo poi venirne confermato l’arresto in Egitto, dove si era recato per far visita ai parenti nella città natale di Mansoura.

L’arresto di Patrick Zaky

Secondo le dichiarazioni del ministero dell’Interno egiziano, il 27enne Patrick Zaky sarebbe stato “fermato in esecuzione di un mandato di cattura emesso dalla procura generale”, precisando che si tratta di un cittadino egiziano e non di uno italiano, a differenza di quanto sostenuto da diversi social network.

Il fermo sarebbe avvenuto lo scorso venerdì 8 febbraio alle 4 di mattina all’aeroporto della capitale egiziana. In un secondo momento sarebbe stato portato bendato in un edificio dei servizi segreti, dove sarebbe stato picchiato e torturato con cavi elettrici. Poi è stato fatto comparire davanti a un collegio di giudici, i quali gli hanno comunicato l’incriminazione per diffusione di false informazioni volte a minare la stabilità dello Stato, incitamento a manifestazione senza permesso, tentativo di rovesciare il regime, uso dei social media per danneggiare la sicurezza nazionale, propaganda per i gruppi terroristici e uso della violenza. Le indagini nei suoi confronti sarebbero iniziate lo scorso settembre, e lo vedrebbero coinvolto indirettamente nelle manifestazioni contro il regime del presidente al Sisi.

Ipocrisia occidentale

Al di là delle valutazioni morali e giuridiche, tipiche per intenderci di quelle lanciate da Amnesty International in difesa di Patrick Zaky, ci permettiamo di esprimere una valutazione spregiudicata: con quale diritto l’occidente si erge a difensore dei diritti umani viste le vendite di armi a nazioni che questi diritti umani violano sistematicamente?

L’Egitto – come i Paesi arabi – non hanno forse il diritto di amministrare la giustizia e l’ordine pubblico come ritengono opportuno? Chi viola le loro leggi non è forse consapevole dei rischi che corre visto che le sanzioni sono note e esplicitate giuridicamente? Quando comprenderà, l’Occidente, la necessità di salvaguardare le differenze senza interferenze e intromissioni – in stile americano – volte a destabilizzare i regimi non graditi?

Roberto Favazzo

5 Commenti

  1. E quando capiranno che il mondo non è un Eden dove puoi fare quello che vuoi?!
    Regeni… Zaky, chi ha favorito il disastro, in buonafede o in malafede?!
    Quando sono all’ estero…, vado schiscio…, rasente i muri! Se sbaglio pago! Che razza di pirluscia…!

  2. Regeni è stato inviato in Egitto da una sua prof che … oiboh è una “sorellina” muslim ,
    considerata una TERRORISTA nel suo paese ,quindi , non deve stupire se è stato considerato pure lui come tale …..

    In Egitto sono in vigore leggi speciali , come le nostre al tempo delle BR , ricordate gli attentati
    dei fratellini muslim contro turisti occidentali ? O vi manca la memoria a breve / medio termine ?

    L’ attuale personaggio era RICERCATO per TERRORISMO ….. vero , falso ? Che possiamo saperne noi …..

    E …. alla faccia dei servizi SEGRETI , ci hanno inondato di notizie su

    COME è stato arrestato
    che torture ha subito
    che domande gli hanno fatto

    stampa ROSSA ed organizzazioni fetenti come amnesty …..

    permettetemi considerazioni tecniche ….. valide in area NATO , ma …. credo che in Egitto non
    lavorino in modo diverso , perchè mai ?????

    L’ antiterrorismo , di solito, è gestito in prima battuta da reparti speciali dell’ Esercito, diciamo
    Carabinieri per semplicità . questo per la CAPACITà di FUOCO ….
    Il camuffamento del soggetto arrestato serve per evitare che CHI lo aspetta in aeroporto capisca
    che il gancio è stato preso , contemporaneamente l’ aeroporto viene pattugliato per catturare
    il/i SOCI.
    VI SIETE MAI CHIESTI XKE’ CHI ARRESTA i MAFIOSI porta il mefisto ????
    Si porta il soggetto in una Caserma , sempre per avere un vantaggio , ed evitare tentativi di
    LIBERAZIONE .

    POI intervengono i “servizi” e la magistratura .

  3. quando si parla di oppositori, dissidenti ecc. non è molto facile valutare, forse è troppo semplicistico ritenere che per il fatto di essere tali siano per forza tutti “buoni” . Se sono solo opinioni uno ha il diritto di esprimerle? in linea di massima sì, ma “come” vengono espresse? in quei paesi il confine con la sovversione è molto labile. D’altra parte non saprei proprio dire, ai tempi dell’URSS il dissenso intellettuale dei Solzenicyn e tanti altri, con il ricorso ai samizdat, era diciamo”dei nostri”, ed erano pur cittadini sovietici o di altri paesi dell’Est che in un certo senso violavano “quelle” leggi e subivano la repressione dei regimi che li consideravano pericolosi, ed infatti la loro azione contribuì quanto mai alla svolta dell’89

  4. Vorrei porre l’attenzione su un fatto che pochi o nessun mass media ha sottolineato:per Zaky, cittadino egiziano, tantissime proteste ufficiali a partire da quelle del parlamento europeo.
    Per Girone e Latorre, due cittadini italiani la cui vicenda si trascina ormai da otto anni, nessun atto ufficiale si è visto.
    Forse per l’intrecciarsi di interessi che confliggono tra vari paesi europei sul piano economico e strategico-militare?…..