walterchiariRoma, 6 giu – All’alba del 6 giugno di 70 anni fa, sul tratto normanno della costa francese, agli ordini del generale statunitense Dwight D.Eisenhower le truppe alleate procedevano a quello che la storia conoscerà come “D-Day“, lo sbarco in Normandia.

Ciò che è meno noto alla storia, e che un documentario del 2009 di Mauro Vittorio Quattrina intitolato D-Day – Lo sbarco in Normandia. Noi italiani c’eravamo ha invece raccontato con dovizia di particolari, è che dall’altra parte della barricata, insieme alle truppe tedesche impegnate a difendersi dall’attacco alleato erano presenti moltissimi soldati italiani. In qualche caso si trattava di prigionieri dei tedeschi ai quali era offerta questa chance per la liberazione, in molti altri di volontari arruolatisi per difendere le sorti dell’Asse. Tra questi ultimi, secondo il documentario, ci sarebbe stato anche il famoso attore Walter Chiari, scomparso nel 1991.

Di lui era già noto l’inquadramento all’inizio del 1944 nella Decima Mas con la Repubblica Sociale Italiana e la prigionia alla fine della guerra nel “Fascist criminal camp” di Coltano. Ciò che non si conosceva fino alla realizzazione, 5 anni fa, del documentario di Quattrina, era l’episodio intermedio: ovvero l’arruolamento nella squadra antiaerea tedesca impegnata nel nord della Francia. Almeno a quanto racconta D-Day.

L’episodio viene raccontato dal tenente sanremese Brigliano, in forza alla Wermacht, secondo il quale Annichiarico (questo è come noto il vero nome dell’attore) si rivolse a lui per chiedere di poter combattere accanto ai tedeschi. Venne inquadrato in una batteria antiaerea.

 «I cannoni tedeschi venivano utilizzati ad alzo zero per colpire i mezzi da sbarco angloamericani o puntati contro gli aerei nemici», spiega il regista Quattrina. E aggiunge: «Nonostante la pericolosità dell’incarico i testimoni diretti mi hanno raccontato di quanto l’attore fosse spiritoso e divertente, un autentico compagnone che allietava la truppa con barzellette spassose, anche nei momenti più drammatici».

Il tenente Brigliano ha atteso anni dopo la morte di Annichiarico per raccontare l’episodio. Del resto, la stessa mai rinnegata partecipazione alla Repubblica Sociale non l’aveva certo favorito nella sua pur brillante carriera, soprattutto dopo che nel 1975, durante uno spettacolo a Genova, pronunciò una battuta che suonava così: “Quando fu appeso per i piedi a Piazzale Loreto, dalle tasche di Mussolini non cadde nemmeno una monetina. Se i nuovi reggitori d’Italia avessero subito la stessa sorte, chissà cosa uscirebbe dalle tasche di lorsignori!“, e che gli costò l’allontanamento per anni dalla televisione italiana.

Successivamente alla battaglia di Normandia Walter Chiari, che rimase leggermente ferito, fu tradotto nel campo prigionieri americano di Coltano, insieme ad altri personaggi noti, tra questi Raimondo Vianello, Dario Fo, Enrico Maria Salerno e l’olimpionico Giuseppe Dordoni, il giornalista Enrico Ameri, il regista Luciano Salce, l’orientalista Pio Filippani Ronconi, Ezio Maria Gray, Vincenzo Costa, Vito Mussolini, il deputato Mirko Tremaglia e il ¨senatore Giuseppe Turini. Non era invece imprigionato nel campo di Coltano, come viene a volte erroneamente riportato, il poeta Ezra Pound, che essendo cittadino americano e accusato di collaborazionismo e tradimento, venne invece recluso in un campo di prigionia dell’esercito statunitense ad Arena Metato (tra Pisa e Viareggio) per essere alcuni mesi dopo, nel Novembre 1945, trasferito in patria.

Cristiano Coccanari

3 Commenti

  1. Thionville si trova a 350 km dalle coste della Normandia. Walter Chiari vi giunse, dopo l’addestramento, nell’autunno del 44 (fonte :Bregliano) perciò parecchi mesi dopo il D-Day…insomma pare che proprio precisa questa notizia non sia, oddio certo che fa odience!!
    Spero in una smentita…documentata.

  2. In risposta al commento precedente, dev’essere un errore di trascrizione, nell’autunno del ’44 nessun reparto tedesco o italiano poteva essere in Francia. La libea del fronte era già lungo la frontiera del Reno e delle Alpi. Basti pensare che a settembre ’44 si svolse in Olanda la campagna dell’operazione Market Garden.

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