NietzscheLondra, 6 giu – Il filosofo di Röcken non ha le carte in regola per entrare nelle università londinesi. A decretarlo la UCLU (l’unione dei college universitari della città), che ha approvato una mozione contro il Nietzsche Club, formato da studenti universitari e reo di aver affisso alcuni poster con frasi nietzscheane di critica alla modernità, oltre ad aver nominato filosofi come De Benoist, Heidegger ed Evola.



La reazione dell’ala marxista dell’UCLU non si è fatta attendere, e ne è derivata una messa al bando del club degli studenti ‘eretici’, che non godrà più dei diritti civili all’interno dei campus universitari per almeno due anni.
Nella mozione di condanna del gruppo si legge che i filosofi di riferimento del Nietzsche Club sono “di estrema destra, razzisti, sessisti, anti-immigrati, omofobi, anti-marxisti, anti-lavoratori e hanno connessioni, dirette o indirette, con il fascismo italiano e il nazismo tedesco”.

La mozione segue schemi collaudati dai movimenti antifascisti; partendo da un poster affisso e dal richiamo a uno dei massimi pensatori di sempre, attraverso una serie di sillogismi artificiali viene costruita una tesi inquisitoria dagli esiti paradossali: chiudere il Nietzsche Club per salvaguardare la libertà di espressione degli studenti.
Si legge ancora: “Il fascismo è utilizzato dalla classe dominante per dividere i lavoratori e gli studenti in base a etnia, nazionalità, religione e genere, come misura per separarli e indebolire così la loro efficacia come forza e minare la loro resistenza alle politiche di austerità, agli attacchi alle condizioni di vita e dei servizi pubblici, e alle altre conseguenze della crisi del sistema capitalistico”.

Equality is a false godL’università inglese del 2014 piomba così nel medioevo della ragione, ripetendo slogan paleolitici che ne minano alla base la ragion d’essere. Questa evidenza potrebbe portare ad uno scontro tra il Consiglio della UCLU, che ha preso la decisione nel marzo scorso, e l’Organo amministrativo dell’unione che ha sollevato, circa alcuni punti della mozione, dubbi di ‘legalità’. Un termine che forse nasconde un imbarazzo molto più profondo.

Simone Pellico

 

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