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A scatenare la bufera è stato l’intervento introduttivo allo spettacolo di Grazia Milesi, membro dell’Anpi Alto Sebino, che avrebbe dovuto inquadrare dal punto di vista storico quello che poi sarebbe andato in scena sul palco. “Temevo – spiega Iodice – che la serata avrebbe avuto qualche sfumatura negazionista. Tuttavia speravo che i soggetti promotori dimostrassero un po’ di onestà intellettuale”. Le cose sono andate diversamente. In sintesi, le conclusioni della Milesi sono state le seguenti: “Gli infoibati e gli esuli Italiani giuliano-dalmati se la sono meritata perché erano tutti fascisti; in realtà i numeri divulgati (11.000 infoibati e 250-300.000 esiliati) sono gonfiati; gli esuli hanno scelto liberamente di andarsene dalle loro terre per cogliere un’opportunità nella Repubblica Italiana; il Giorno del Ricordo è stato istituito sulla base di bugie e come rivalsa nei confronti del Giorno della Memoria; il Presidente della Repubblica dovrebbe guardarsi bene dal fare discorsi come quello tenuto lo scorso anno sempre in occasione del Giorno del Ricordo”.

Affermazioni negazioniste disgustose, per cui il vicesindaco aveva promesso conseguenze; e domenica anche il deputato di Bergamo, Daniele Belotti, capogruppo della Lega in Commissione Istruzione-cultura-sport della Camera aveva attaccato a testa bassa pretendendo le scuse da tutte le sigle coinvolte e augurandosi “che i Comuni, le Province, le Regioni e i ministeri che offrono contributi e/o patrocini all’Anpi li abroghino immediatamente, perché è inaccettabile che un’associazione, che ormai è diventata una costola della sinistra più estrema, venga finanziata con soldi pubblici per infangare la memoria delle migliaia di morti innocenti che hanno avuto solo la colpa di essere italiani”.

Le conseguenze arrivano

E le conseguenze, puntuali, sono arrivate, sottoforma di “ban” comunale. Iodice ha stabilito che «la collaborazione con le associazioni, compresa la concessione degli spazi, accordata per le iniziative proposte con lettera del 15 novembre 2019 è da intendersi sospesa». Il vicesindaco ha inoltre «diffidato i gruppi a diffondere materiale promozionale con stemma del Comune di Dalmine, invitando nel contempo a riprogrammare le iniziative in sedi non comunali».

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. @Fascisti: sei tu ad essere ignorante, o peggio cioè fazioso, come quelli che difendi.
    Riguardo Anpi e associazioni varie di sinistra, nemmeno dopo settant’anni riescono ad esprimere un minimo di obiettività su fatti ormai accertati e riconosciuti dalla Storia, e dalle Istituzioni democratiche.
    È che quando sei stalinista, o titoista, è impossibile anche solo comprendere il concetto di imparzialità.. è una limitazione, una tara, non c’è niente da fare, non ci arriveranno mai!

  2. Non solo non dare spazi all’Anpi, ma pestarli a bastoni nella testa perché si credono loro i liberatori dell’Italia e i portatori di democrazia!
    Mentre sono loro i fascisti, gli intolleranti, i dittatori, insomma stalinisti e titini del cacchio!

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