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Roma, 20 ott – Mens fascista in corpore sano. Lo pensa il campione italiano di arrampicata sugli specchi Paolo Berizzi, reporter di Repubblica e ligia sentinella dell’antifascismo, secondo il quale protestare contro la chiusura delle palestre minacciata da Conte sarebbe da fascisti. Un uomo che di un’ossessione ha fatto una carriera, se così vogliamo chiamarla: e siccome quella pagnotta in tavola non si porta certo da sola, ogni giorno il sor Berizzi deve inventarsi qualcosa da scrivere. «Robusta levata di scudi della destra sovranista in difesa del mondo delle palestre. “Quando si è forti si è cari agli amici e si è temuti dai nemici” (26 marzo 1939, Foro Mussolini, discorso per la celebrazione del ventennale del fascismo)».



La boutade è chiaramente in risposta alle dichiarazioni della meloni e di altri esponenti dell’opposizione che ieri hanno criticato duramente il premier: «Ieri Conte ha attaccato tutto il mondo delle palestre sostenendo che non sarebbero in regola con i protocolli anticovid. Uno schiaffo a chi ha subito i danni economici del lockdown e per adeguarsi alle nuove prescrizioni ha dovuto investire risorse, spesso indebitandosi».

L’avversione di Berizzi per tutto ciò che è muscolare, sano, vigoroso, attivo è ben nota. Nel suo libro L’educazione di un fascista puntava già il dito contro questa fastidiosa tendenza dell’«ultradestra», come la chiama lui, al coltivare le proprie qualità fisiche con l’allenamento – magari pure praticando sport da combattimento, orrore: parla di «una comunità unita dalla forza fisica, dove l’atleta diventa il guerriero, ‘l’uomo nuovo”, l’uomo che si batte, l’italiano esemplare, l’alfiere delle identità, dei valori, dell’appartenenza, del rispetto», come se fosse qualcosa di cui vergognarsi, una narrazione che «punta sugli stilemi che hanno reso il fascismo un modello seducente agli occhi di milioni di italiani: forza, coraggio, arditismo, velocità, sacrificio. E disciplina, ovviamente. Eccoli che riaffiorano, dunque, i valori degli sport da combattimento». Difetti?, ci verrebbe da chiedere.

Insomma. Che alla maggior parte dei sinistroidi piaccia poco la palestra, si sa e soprattutto si vede, con quei fisichini da lanciatori di invettive che molti si ritrovano. Ci verrebbe invece da chiedere a Berizzi se anche gli agenti della sua scorta, pagati dagli italiani e che dovrebbero difenderlo dagli «attacchi nazifascisti» hanno la prestanza fisica di Fassino oppure vanno ad allenarsi in palestra. E se sì, sono fascisti anche loro? Così, per curiosità.

Cristina Gauri



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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. Ma sto berizzo è proprio TUTTO SCEMO !!!!!

    Ricordo male o l’ aerobica è arrivata in Italia SPONSORIZZATA da
    Jane “Hanoi” Fonda ?????
    La tipa non mi pare proprio , visto i soprannome e le sue balzane idee kennediane , una CAMERATA ……
    Clinton , altro FASCISTONE , faceva Jogging … e potrei andare avanti per ore ….

    Fai un pò di SPORT che OSSIGENI il cervello (se te ne avanza dalla sindrome antifa brucia-sinapsi …) BerizzI !
    Con che fa rima ? Con “sti cazzi” !

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