Roma, 30 nov – Dietrofront sulla scuola: basta un contagiato – e non più tre – in classe per tornare in Dad, lo stabilisce una circolare ministeriale firmata ieri sera. Il motivo? L’aumento dei contagi. A meno di un mese dall’approvazione dei nuovi protocolli di sicurezza da utilizzare in caso di contagio nelle classi, i ministeri della Salute e dell’Istruzione fanno marcia indietro e tornano alle regole precedenti. Con l’incubo della didattica a distanza, come se fossimo fermi all’anno scorso.

Dietrofront sulla scuola: basta un solo contagiato per tornare in Dad

La nota redatta dal capo dipartimento del ministero dell’Istruzione, Jacopo Greco e dal direttore generale del ministero della Salute, Giovanni Rezza, sancisce il dietrofront sulla quarantena in caso di contagi in classe. “Ultimamente – si legge nella circolare – si sta assistendo ad un aumento rapido e generalizzato del numero di nuovi casi di infezione da Sars-CoV-2, anche in età scolare. Con una incidenza (casi/popolazione) settimanale ancora in crescita e pari a 125 per 100mila abitanti (19/11/2021-25/11/2021). Valore ben lontano dal quello ottimale di 50 per 100mila, utile per un corretto tracciamento dei casi”.

Ecco cosa stabilisce la circolare

Nel dettaglio, la circolare stabilisce la sospensione del programma di sorveglianza con testing con un singolo caso positivo tra studenti e docenti. E ripristina la quarantena per tutti i soggetti ritenuti contatti stretti di un gruppo classe anche se si è verificato un singolo caso tra il personale scolastico. Nel caso in cui le autorità sanitarie siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente, il dirigente scolastico, di fronte a un positivo conclamato, è autorizzato a disporre immediatamente la Dad per tutta la classe.

I presidi puntano il dito contro il protocollo

A sentire i presidi, il ritorno alla Dad segna soprattutto il fallimento dei dipartimenti di prevenzione e delle regole del protocollo in caso di quarantena. “Siamo stati facili cassandre, avevamo lanciato l’allarme già pochi giorni dopo la pubblicazione della nota congiunta Salute-Istruzione n. 1218 del 6 novembre scorso. Le scuole, nonostante le mille difficoltà e con uno smisurato carico di lavoro sulle spalle dei dirigenti e del personale, hanno retto. Lo stesso non possiamo dire dei dipartimenti di prevenzione che non sono riusciti sin da subito a garantire la tempistica dei testing e in molti casi non hanno applicato quelle procedure di tracciamento“. A puntare il dito è Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi.

Costa: “Misura tiene conto del quadro attuale dei contagi”

Sulla scuola “stiamo affrontando una situazione di fronte a un quadro che cambia costantemente. Noi avevamo modificato il protocollo, che prevedeva tre positivi per la Dad. Visto e considerato che c’è un forte aumento di contagiati tra gli under 12 (che non sono ancora vaccinati perché non c’è ancora il vaccino), abbiamo ritenuto prudente, con una scelta condivisa con le Regioni, di ritornare alla previsione iniziale. Con la Dad in caso di un positivo in classe. E’ una misura che tiene conto del quadro attuale“. Così il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ai microfoni di Radio anch’io, su Radio1.

Neanche a dirlo, è tutta colpa dei contagi e dei ragazzini che ancora non sono vaccinati. C’è da aspettarsi che non appena arriverà l’ok dell’Aifa per il vaccino agli under 12, il governo punterà tutto su questo. Nonostante sia conclamato che il vaccino per i bambini che non sviluppano forme gravi di Covid – è inutilmente pericoloso.

Adolfo Spezzaferro

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