Piacenza, 15 lug — Il Comune di Piacenza rompe le uova nel paniere al carrozzone delle drag queen e vieta lo spettacolino Lgbt in programma per la sera del 16 luglio al centro di aggregazione giovanile Spazio 4. «Non è educativo», questa la motivazione dell’assessore alle Politiche giovanili leghista Luca Zanodella.

Stop alle drag queen

Il veto ha suscitato l’immancabile alzata di scudi dell’Arcigay, che annuncia: «Anche se non autorizzate, le drag queen saranno presenti ma non si esibiranno». Scrive su Facebook l’associazione: «Ci rammarica vedere questa censura da parte della giunta verso uno spettacolo tanto ironico quanto popolare, lo dimostra il fatto che avevamo già raggiunto quasi 200 prenotazioni di ingresso». La coop L’Arco, che ha in gestione il centro, dovrà pertanto mettersi il cuore in pace: secondo Zanodella lo spettacolo non risponderebbe alla missione educativa di un centro destinato ad aggregare giovani, di cui la maggior parte minori.

Lo show aveva lo scopo di far «conoscere il mondo delle Lgbt con ironia e autoironia» con una esibizione danzereccia «per conoscere il mondo delle Lgbt» e lottare contro «le discriminazioni» commemorando i Moti di Stonewall. Si tratta di una serie di violenti scontri fra gruppi di omosessuali e la polizia a New York, avvenuti nel 1968, considerati simbolicamente il momento di nascita del movimento di «liberazione Lgbt» in tutto il mondo.

Le motivazione del «no»

Per l’assessore lo spettacolo rappresenta «un’iniziativa non coerente con le finalità dello spazio comunale. La parte dell’evento che prevedeva l’esibizione delle drag queen — spiega — non è stata autorizzata in quanto la manifestazione si tiene all’interno di un centro di aggregazione comunale, affidato tramite concessione con obiettivo principale quello di essere un centro educativo: l’iniziativa non è quindi coerente con le finalità dello spazio comunale».

L’Arcigay non l’ha presa bene

Dal canto suo, l’Arcigay promette battaglia. Le drag queen saranno presenti alla serata, seppur senza esibirsi. «Lo show era parte della serata di beneficenza organizzata dalla nostra associazione insieme ad Arci Piacenza per ricordare l’inizio della lotta contro le discriminazioni, cioè i moti di Stonewall a New York nel 1969. Prendiamo tristemente atto dell’ordine del Comune, peraltro firmato da un dirigente comunale; nessuno della Giunta ha avuto il coraggio di metterci la faccia ufficialmente. Era uno spettacolo per tutti i piacentini. Per fare cultura divertendosi. Certamente non è questa la Piacenza che vogliamo. Sogniamo una città aperta e ricca di colori. Che prosperi arricchendosi delle differenze, non sopprimendole».Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. Che si tengano nelle mutande i loro ideali del c…o. Il libero mercato non esiste nemmeno per loro. Se ne facciano una ragione…

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