Il Primato Nazionale mensile in edicola

Napoli, 23 giu – Emilio Fede è stato arrestato la scorsa notte, mentre si trovava in un ristorante sul lungomare di Napoli per festeggiare il suo compleanno in compagnia della moglie. A rovinare la festa dell’ex direttore del Tg4 ci hanno pensato sei carabinieri, che lo hanno prelevato “davanti a tutti”, come ha poi raccontato il giornalista. L’accusa è di evasione per essersi allontanato dall’indirizzo eletto per gli arresti domiciliari. In sostanza Emilio Fede si trovava a Napoli invece di rimanere chiuso nella propria abitazione milanese. Gli uomini dell’Arma, su richiesta del magistrato di Milano, lo hanno condotto nell’albergo dove stava alloggiando a Napoli e lo hanno interrogato nella hall.

La “fretta” di Fede e la punizione esemplare

Emilio Fede, che ha già scontato sette mesi di reclusione domiciliare per la condanna nell’ambito del processo Ruby bis, non era infatti autorizzato a lasciare la propria abitazione. La colpa dell’ex direttore è quella di non aver atteso il via libera del giudice di sorveglianza, la cui firma sul permesso richiesto era attesa in queste ore. Fede ha deciso di partire lo stesso, informando i carabinieri di Segrate del suo imminente viaggio a Napoli. Eppure la detenzione domiciliare dell’ex direttore era pressoché terminata: avrebbe dovuto scontare il resto della sua pena con 4 anni di servizi sociali. La “fretta” di Fede è stata così punita in maniera esemplare, con un arresto per evasione nonostante mancassero poche ore alla firma sul permesso richiesto e avesse avvisato anche i carabinieri. L’uomo prevedeva inoltre di tornare a Milano per giovedì sera ed è difficile immaginare un reale pericolo di fuga per un 89enne in precarie condizioni fisiche. Appare evidente la “ritorsione” del giudice che non ha gradito l’anticipo di qualche ora sul permesso che Fede si è auto-concesso.

Fede: “Sono claustrofobico, sono terrorizzato”

E così ecco che il magistrato ha ordinato l’arresto di un quasi novantenne in precarie condizioni fisiche, che aveva difficoltà a reggersi sulle proprie gambe quando i carabinieri l’hanno raggiunto. “Mi viene contestato di essere partito da Milano quando non c’era ancora la firma sui servizi sociali. Sono stato accompagnato in albergo e ora non posso nemmeno affacciarmi alla finestra“, ha detto fede intervistato dall’AdnKronos. “Io sono claustrofobico, sono stato operato alle vertebre e non posso camminare da solo, devo essere accompagnato e con il bastone. È stato un arresto davanti a tutti, sono terrorizzato, che si possa prendere un essere umano, non Emilio Fede, e arrestarlo così”.

Davide Romano

1 commento

  1. Come mai si parla di claustrofobia solo quando si tratta di “personaggi eccellenti”? E i cittadini onesti, normali e “anonimi” che sono rimasti due mesi e mezzo reclusi, magari in monolocali senza balcone, durante il cosiddetto “lockdown”?….

Commenta