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Roma, 23 giu – Eccolo, è arrivato. E’ giunto il momento in cui, sull’onda delle proteste del Black lives matter, dobbiamo sorbirci la lezioncina da ogni singolo, privilegiato, ricco afroamericano del mondo dello spettacolo. Per cui cari inferiori operai, cassintegrati, disoccupati, padri di famiglia che faticano ad arrivare alla fine del mese, mettetevi comodi e ascoltate la top model delle top model Naomi Campbell parlare delle discriminazioni subite nella sua milionaria carriera e di come dovreste vergognarvi del vostro privilegio bianco. 

La modella, che secondo CelebrityNetWorth possiede un patrimonio di 80 milioni di dollari, ha denunciato l’esistenza di «nazioni dove non appaio sulle copertine delle riviste». «Penso che Anna [Wintour, la prima a pubblicare una copertina con il suo volto negli Usa] sia stata molto coraggiosa di recente – ha proseguito la Campbell – perché ha ammesso che l’industria della moda spreca troppo e mi ha anche detto che ha dovuto lottare contro i poteri forti per mettermi sulla cover di Vogue Usa la prima volta, cosa di cui le sono grata».

E che dire del truccatore di Vogue Italia – sicuramente un suprematista bianco – che nel 1988 fece piangere la Venere nera perché non disponeva di fondotinta abbastanza scuro per la sua pelle? «Quando arrivai allo studio, il truccatore mi disse “non sapevo fossi nera, non ho un fondotinta per te” – ha raccontato la modella alla Bbc – così fu costretto a mescolare diversi fondotinta insieme, ma il colore risultante fu un sacco di grigio. Quando la rivista uscì, ho pianto. Ci tenevo così tanto a essere in copertina, era Vogue Italia! Ma non volevo essere grigia». Qui di fianco pubblichiamo la copertina incriminata. Che strana concezione del «grigio» ha la tanto bistrattata Naomi… 

Voi ci scherzate ma son problemi. E a proposito di problemi, ciò di cui pochi parlano, invece, è la fedina penale della Campbell, tra abusi di alcol, cocaina, 11 denunce per aggressione tra il 1998 e il 2009 per la quale venne condannata 4 volte e bandita a vita dalla British Airways nel 2008. Ma sicuramente è stata colpa dell’oppressione dei bianchi colonialisti.

Cristina Gauri

6 Commenti

  1. Ho appena finito di leggere un articolo che riferiva di un suicidio e di un tentativo suicidio per ragioni economiche. Dopodiché, ci si imbatte nelle cazzate di questa gente che, evidentemente, vive su un altro pianeta. Scusate il francesismo, ma hanno rotto veramente il cazzo!

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