Roma, 29 nov – “Variante Omicron? Esagerato chiudere, reazione esagerata: non ci sono ricoveri“, dice Angelique Coetzee. Mentre i giornali strombazzano l’ennesimo allarme Covid, la scienziata di Pretoria che ha scoperto la nuova variante spiega che “i sintomi sono molto lievi” e che non bisogna fare allarmismi. Intanto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen – proprio con toni allarmistici – parla di “lotta contro il tempo“. Ma per la Coetzee il panico non è affatto giustificato. E spiega perché.

“Variante Omicron? Sintomi lievi”

“Da circa otto settimane non avevamo pazienti Covid. A metà novembre è arrivato un uomo di 33 anni. Presentava dei sintomi lievi ma diversi da tutti quelli che avevo visto fino ad allora. Ho deciso di fare il test perché comunque ci trovavamo davanti a un’infezione virale. Al quarto membro della sua famiglia risultato positivo, con gli stessi sintomi leggeri, mi si è accesa una lampadina”. Così la Coetzee, intervistata da Repubblica, spiega come ha scoperto la variante Omicron, ex sudafricana. La scienziata che è presidente della Associazione dei medici del Sudafrica, riporta sintomi come “stanchezza, mal di testa, prurito in gola, leggero raffreddore“. Tutti riscontrati nel paziente e nei suoi familiari e che “non coincidevano con quelli della Delta che avevamo visto fino a dieci settimane prima”, precisa la Coetzee.

“Finora non ci sono stati ricoveri”

La scienziata rassicura però sul fatto che “finora nessun paziente affetto da Omicron è stato ricoverato. Non abbiamo mai riscontrato effetti gravi. La cosa interessante è che i pazienti con forti dolori alla gola sono poi risultati tutti negativi”. Non solo, ma “i sintomi sono molto lievi e sono uguali per entrambi, vaccinati e non”. E anche il grado di contagiosità “è più o meno simile a quello della variante Delta. Non di più e non troppo severo”, chiarisce. “Dopo 2-5 giorni i contagiati si sono tutti ripresi“, riporta la scienziata.

“Reazione esagerata: chiusure e paura non sono giustificate”

In ogni caso, ci vorranno probabilmente due settimane per aver risposte concrete sulla variante Omicron. Intanto la Coetzee condanna la reazione internazionale: è stata “esagerata”, perché “avrei capito la chiusura e la paura se avessimo assistito all’esplosione di effetti gravi. Ma non li abbiamo visti. Nessuno di loro è stato mai ricoverato”. Per questo, conclude, “non dovete farvi prendere dal panico. Se avvertite questo tipo di sintomi, come quelli descritti, per più di due giorni, fate il test. Vaccinatevi, indossate la mascherina e non state in posti affollati”.

“Esagerata” dunque la reazione internazionale di vietare i voli dai Paesi sudafricani. Eppure non sembra che si voglia tenere conto del parere scientifico della Coetzee, lei che la variante l’ha isolata. Così come dell’indicazione dell’Oms, che ha detto chiaramente che è sbagliato interrompere i collegamenti e che “le frontiere devono restare aperte“. Intanto aumentano i Paesi che hanno bloccato i voli dai Paesi dove è stata rilevata la variante. E sono in atto verifiche e controlli rafforzati negli aeroporti internazionali. Il Giappone richiude le frontiere agli stranieri. Conferma i suoi primi casi di Omicron anche il Canada. Oggi si terrà una riunione d’emergenza dei ministri della Sanità del G7.

Insomma, molto rumore per nulla. A maggior ragione che i soggetti più a rischio sono e restano gli anziani, che sono tutti vaccinati. L’allarme per l’ennesima variante sembra fatto apposta per seminare il terrore in vista del Natale. In modo tale da giustificare tutte le restrizioni e le misure da emergenza senza fine. Eppure, la variante Omicron non è un pericolo reale. E se non lo è in Sudafrica, dove la copertura vaccinale è molto bassa, perché dovrebbe esserlo da noi?

Adolfo Spezzaferro

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