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Milano, 18 feb – L’Asst Fatebenefratelli Sacco mette a tacere il suo stesso primario, l’ultrà del lockdown a oltranza e delle sparate catastrofiste Massimo Galli. E lo fa smentendo categoricamente quanto dichiarato dall’infettivologo in questi giorni, il quale sosteneva di avere il reparto «invaso da nuove varianti, e questo riguarda tutta quanta l’Italia e fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri».



Il Sacco smentisce Galli sulle varianti

Il Sacco fa infatti sapere: «Sono 6 i pazienti positivi alla variante inglese su un totale di 50 casi all’ospedale Sacco di Milano». Sei pazienti, un numero decisamente esiguo che non fa di certo pensare a una «invasione» della variante. Ribadisce la direzione dell’Asst: che «tali affermazioni al momento attuale non rappresentano la reale situazione epidemiologica all’interno del presidio». A essere maliziosi, si potrebbe pensare a dichiarazioni volutamente esagerate a suffragio delle sue posizioni pro lockdown.

Di che dati sta parlando Galli?

Non solo: «Attualmente le percentuali di varianti identificate (verificate secondo le indicazioni del ministero della Salute e dall’Iss o su controlli a campione) sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale». Se per il Sacco la situazione è sotto controllo e addirittura sotto la media lombarda, di che dati sta quindi parlando Galli quando parla di «reparto invaso»? Scendendo nei dettagli, l’Asst puntualizza che «nel periodo dal 23 dicembre 2020 al 4 febbraio 2021 sono stati ricoverati in tutto 314 pazienti positivi al Covid». I campioni raccolti confermano che «la presenza di 6 pazienti positivi alla variante Uk su un totale di 50 casi» sottoposti a sequenziamento».

Le dichiarazioni che hanno sollevato il caso

«Siamo tutti d’accordo che vorremmo riaprire tutto quello che si può aprire. Però guardi caso io mi ritrovo ad avere il reparto invaso da nuove varianti, e questo riguarda tutta quanta l’Italia e fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri. Questa è la realtà attorno alla quale è inutile fare ricami». Così aveva ricamato lo stesso Sacco qualche giorno fa, raccogliendo gli assist di Ricciardi e Crisanti sulla presunta necessità di istituire un lockdown nazionale.

Il Sacco sorveglia le varianti: Galli non poteva sbagliare

A ulteriore smentita di Galli, dal Sacco tengono inoltre a precisare che «in collaborazione e sintonia con l’Ats Città Metropolitana di Milano, l’Asst Fatebenefratelli Sacco con il suo Laboratorio di Microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze è già dalla fine di dicembre 2020 parte attiva del sistema di sorveglianza sulle varianti». Ed è  «uno dei 6 laboratori regionali accreditati a livello nazionale». Fatto che attesta ulteriormente la gravità delle dichiarazioni del Galli: l’Asst sorveglia attivamente le varianti, il primario non poteva sbagliarsi sui dati. Quindi, i casi sono due: o Galli ha un problema con l’interpretazione dei dati, oppure dovrebbe accantonare per un secondo la sua agenda sovietico-sanitaria. Agenda che evidentemente gli offusca la visuale.

Cristina Gauri

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