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Parma, 18 feb – E’ morto, a 79 anni, nel carcere di Parma, il boss Raffaele Cutolo, ex capo della Nuova camorra organizzata che fu anche al centro delle trattative con le Brigate rosse per la liberazione del politico campano Ciro Cirillo. Ricoverato nell’ospedale del carcere, Cutolo è morto per una setticemia del cavo orale. ‘O Professore si porta nella tomba molti segreti, tra cui quelli sulla trattativa per la liberazione di Aldo Moro. “Potevo salvare Moro, fui fermato”, disse Cutolo cinque anni fa in merito al suo ruolo nei rapporti tra Brigate rosse, servizi segreti e politici.



“Per Aldo Moro i politici mi dissero di fermarmi”

“Aiutai – disse il super boss della Nco – l’assessore regionale Ciro Cirillo (rapito e successivamente rilasciato dalle Br, ndr), potevo fare lo stesso con lo statista. Ma i politici mi dissero di non intromettermi”. Nel 1978 Cutolo era latitante e si sarebbe fatto avanti per cercare, sostiene lui, di salvare il leader Dc Moro. “Per Ciro Cirillo si mossero tutti, per Aldo Moro nessuno, per lui i politici mi dissero di fermarmi, che a loro Moro non interessava”. Dichiarazioni pesantissime (ma senza riscontro) quelle rese da Cutolo il 25 ottobre del 2016 nel corso di un interrogatorio nel supercarcere di Parma, dove il boss stava scontando quattro ergastoli in regime 41 bis.

La liberazione di Cirillo e il rifiuto di Cossiga

Cutolo in quell’occasione diede la sua versione sulla trattativa intercorsa per la liberazione dell’assessore regionale campano Cirillo, rilasciato il 27 aprile del 1981 pochi mesi dopo il rapimento e il pagamento di un riscatto di 1 miliardo e 400 milioni di lire. Nel periodo in cui era recluso nel carcere di Ascoli Piceno Cutolo raccontò di aver incontrato diversi politici venuti a trattare la liberazione dell’esponente Dc. Per quanto riguarda invece il rapimento Moro, il boss chiarì che voleva essere coinvolto nella trattativa per la liberazione ma il ministro dell’Interno dell’epoca, Francesco Cossiga, “si rifiutò di incontrarmi”, visto che all’epoca Cutolo era ancora latitante.

Il super boss che ha attraversato decenni di storia criminale italiana

Cutolo muore dopo aver messo il record di detenzione in regime 41 bis: 34 anni e due mesi. Non è dato sapere quanti omicidi abbia commesso dopo il primo, nel suo paese, Ottaviano (Napoli), a 22 anni. E’ stato in carcere (e in ospedali psichiatrici giudiziari) la gran parte della sua vita, da Poggioreale (dove ha fondato e organizzato la Nco) a Marino del Tronto (Ascoli Piceno), dall’Asinara fino al carcere di Parma. Alla sua figura di super boss della camorra che ha attraversato decenni di storia criminale italiana (compresi i legami con la Banda della Magliana) si ispirano il film Il camorrista di Tornatore e la canzone di De André Don Raffaè. Era chiamato ‘O Professore, perché in carcere era uno dei pochi che sapeva leggere e scrivere.

Ludovica Colli

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1 commento

  1. Povera Campania… ha dovuto subire pure uno come Cutolo. Un italiano morto al giorno solo nel 1981! Tutto per droga! Qualcuno forse dovrebbe spiegarci perché non è stato fermato in tempo… Altro che la questione Moro, che vede Cutolo come un millantatore. Hanno lasciato che l’ Italia si impestasse degenerandone la mafia (che era un sub-Stato), sino a favorire l’ imputridirsi dello Stato propriamente detto! Una cosa sono le sigarette, una cosa è l’ alcool, altra cosa è la droga!! Quando lo capiremo avremo perso le libertà residue. Spero di essere uno stupido e cattivo profeta.

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