Roma, 1 dic – Strana la normalità. Ha detto Raffaele Morelli, ospite in tivù, che le festività e i riti tradizionali cui siamo abituati ci aiutano a liberarci, almeno temporaneamente, delle ansie e delle paure che solitamente fanno parte della nostra vita e che in questo momento particolare la affollano. E al netto del significato che ogni cristiano dà al Natale (durante il periodo più buio dell’anno, corrispondente al solstizio di inverno, nasce il figlio di Dio), questo periodo rappresenta per tutti noi l’apoteosi delle tradizioni e del loro culto, ritrovando sapori, memorie e gesti che ci eravamo lasciati alle spalle da circa un anno. Il Natale è una ricorrenza, è una certezza, e come tale funge da salvagente. E la stessa funzione viene svolta in un certo qual modo anche dalle file davanti ai negozi.



I regali natalizi sono di buon auspicio

L’assurda descrizione del fenomeno dei regali fatta dai comunisti fucsia di Leu, e dalla parte più oltranzista e ideologizzata del Pd, vuol semplicemente demonizzare il famigerato consumismo e il benessere che si porta dietro. La libertà che si cela dietro gli acquisti natalizi è fatto ritenuto molto pericoloso da chi desidererebbe regolamentare minuziosamente ogni anfratto delle nostre vite, financo i beni di cui ognuno di noi può aver bisogno ed eliminando quindi la libera impresa privata. Essi non tengono conto, al contempo, dell’aspetto più sentimentale legato agli acquisti e ai regali natalizi, soprattutto e in un periodo di così marcata depressione: il regalo è segno di buon auspicio, è prova di affetto, è un ponte che ci unisce con chi non vediamo da mesi a causa dei divieti di spostamento e che finalmente possiamo rincontrare oggi (ma non abbracciare, sia mai). Questi spicchi di libertà nella gestione dei nostri affetti rappresentano ciò che da gennaio ci permetterà di sopravvivere agli arresti domiciliari causati dalla quasi certa nuova impennata dei contagi, dato che il governo si presenterà impreparato all’appello proprio come ha fatto a settembre.

Solo un governo stupido può attaccare le file davanti ai negozi 

Eppoi, se non tramite la ripresa dei consumi, come pensano che l’economia italiana possa risollevarsi? La criminalizzazione delle file davanti ai negozi negli ultimi tre giorni è stupida non solo per quanto detto sin ora ma anche perché è stato il governo a permetterci di uscire nuovamente di casa per poterci recare nei negozi. C’era da aspettarselo perché è fisiologico che, dopo lunghe settimane di chiusure, quelle passeggiate nel centro delle città e quelle file di fronte alle vetrine rappresentano la boccata d’ossigeno presa da chi da molto tempo viveva in apnea. Il governo, invece, sembra mantenere il tratto autoritario o moralista che lo contraddistingue sin dal principio. Concede libertà, manco fossimo sotto lo Statuto Albertino, come se si trattasse del rapporto tra regnanti e sudditi, e successivamente a tali piccole concessioni ci bacchetta perché magari ne abbiamo approfittato un po’ troppo. Chissà quale metodo avremmo dovuto utilizzare per uscire la domenica pomeriggio a fare qualche acquisto. Chissà come ci saremmo dovuti muovere, sin da settembre, per non intasare il trasporto pubblico che si è trasformato in un focolaio ambulante. E chissà se, in effetti, non sia tutta colpa nostra, stupido popolino che non sa apprezzare le brioche che i regnanti ci stanno lanciando. Sembra che si stiano preparando il terreno per poterci dire, magari tra un mesetto: vedi, te lo avevo detto!

Il nuovo comunismo sanitario

La libertà la concedono col contagocce, non predispongono alcunché per rendere ordinate le riaperture e quando caos imperverserà di nuovo loro saranno pronti a punirci con nuove chiusure, maestrini del nuovo comunismo in versione sanitaria. Invero, lo Stato non esiste per regolamentare ogni segmento della nostra esistenza. In Svizzera, alcuni intervistati sulle piste da sci hanno dichiarato che sanno cosa fare e quanto rischio correre, senza che dalla capitale un burocrate qualsiasi gli ordini di stare o non stare chiusi in casa. Noi italiani dovremmo riscoprire il gusto della libertà e della sua difesa anche a spada tratta. Il governo, con le altre istituzioni, deve garantire un’impalcatura di norme efficaci per evitare che prevalga la legge del più forte, mentre chi ci governa ritiene veramente che il suo compito consista nell’instaurare un Grande Fratello che sorvegli e punisca. E sono tutte storie che poi finiscono male.

Lorenzo Zuppini

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. Il nuovo comunismo sanitario ?
    Ci voleva anche l’attacco di Bergoglio alla proprietà privata.
    Il quadro si sta delineando molto bene.

Commenta