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Roma, 14 lug – Ci mancava “l’esempio” della Francia di Macron. Vi è un manipolo di imbonitori ubriachi di potere ai quali è stata lasciata l’illusione di poter decidere del destino di un intero paese sulla base di una emergenza sanitaria che viene prolungata da quello stesso potere pubblico che gli conferisce tale legittimità. Sono i cretini da lockdown, vecchi e giovani comunisti che, in mancanza della grande internazionale comunista, sognano un’alternativa costituita da un supergoverno titolare del potere infinito di sospendere e ristabilire lo stato di diritto che caratterizza ogni democrazia matura, e che difatti costituisce per loro del fumo negli occhi. Sono sparsi ovunque e marciano unitamente verso il solito obiettivo: annichilire chiunque desideri ancora vivere da uomo libero.



Quale verità?

Oggi la minaccia alla libertà individuale non è costituita da un despota desideroso di instaurare un regime dittatoriale, ma da una parte della classe dirigente italiana che si ritiene depositaria dell’unica verità accettabile e da quell’opinione pubblica che la sostiene acriticamente blaterando idiozie sul dovere di fare la giusta informazione. Della nostra classe dirigente sono entrati a far parte anche taluni medici e scienziati che oggi vengono ascoltati come se fossero degli oracoli dalle cui labbra noi poveri mortali dobbiamo pendere. I loro ragionamenti sono meramente tecnici e vengono spacciati come l’unico punto di vista possibile. Ed è così che, nella miglior tradizione esterofila che caratterizza molti italiani, avanza l’ipotesi di replicare in Italia il folle progetto francese che Emanuel Macron ha già disposto.

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Green pass, imitare la Francia è una follia

In sostanza, da agosto, in Francia sarà necessario il green pass per poter accedere a qualsiasi esercizio commerciale privato aperto al pubblico. Evidentemente, costando alcune decine di euro i tamponi rapidi, non resta che vaccinarsi in massa per ottenere l’agognato lasciapassare verde. Certamente qualcuno salterà sulla sedia poiché riterrà questo scritto come un inneggio all’antivaccinismo più idiota. Ovviamente non è così. Ma, ricordata l’importanza della vaccinazione per arginare in tempi rapidi il Covid-19, è indispensabile ristabilire la libertà di fare della propria salute ciò che si ritiene più opportuno, decidendo liberamente se sottoporsi o no a certi trattamenti sanitari. Imporre pesanti divieti ai non vaccinati alla fruizione di servizi privati (sottolineiamo privati), significa mettere la pistola alla fronte alla libertà degli individui e al loro diritto all’autodeterminazione.

Sarebbe più coerente imporre per legge l’obbligo vaccinale per chiunque, senza nascondersi dietro questi mezzucci da vigliacco burocrate che, volendo imitare un despota, non sa neanche farlo sino in fondo. Inoltre, impedendo ai non vaccinati di andare ad esempio al ristorante si crea una tensione pericolosa tra costoro e i ristoranti, i quali finirebbero per incolparli dei mancati guadagni. La ricerca della felicità può essere intesa anche come esercizio totale delle libertà fondamentali, tra le quali vi è quella di disporre integralmente del proprio corpo e della propria salute. Delegare al governo tale facoltà significa mettere la propria esistenza nelle mani di persone che non possono in alcun modo decidere sulla base del nostro interesse particolare.

Un precedente pericoloso

Anzi, essi lo faranno sulla base del proprio interesse, che loro spacciano come interesse di tutti. Idee come quella di Macron fungono da pericoloso precedente, difatti governanti  come Speranza già pregustano la sua esportazione in Italia. Se ciò avvenisse, si creerebbe la spiacevole situazione per la quale un governo può autoproclamarsi detentore del potere di aprire o chiudere il rubinetto delle libertà dei cittadini, decidendo anche per quanto tempo disporre di tale facoltà. La nostra dignità di uomini liberi non è in vendita.

Lorenzo Zuppini

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6 Commenti

  1. Questi ricatti sono vere e proprie azioni da dittatura.
    Purtroppo, senza una protesta viva e “potente”, che dovrebbe essere organizzata subito, credo che loro continueranno a credere di poter fare tutto quello che vogliono con le libertà individuali delle persone.
    Basterebbe che la metà della forza e dell’impeto che dei tifosi di una partita di calcio, venisse incanalata in tal senso. Purtroppo, da tempo ormai, in Italia, la passione e la rabbia che viene messa nel tifare per il calcio, in Italia, non è ugualmente rappresentata quando si tratta di difendere i propri diritti.
    Anzi.. spesso.. viene accettato tutto com’è, senza fiatare. Per non parlare di lecchini che difendono il potere.. Qui c’è di mezzo la libertà di tutti.

  2. P.s: non va bene il modello francesce ovviamente.. ma neanche la Gelmini che dice:
    troveremo una soluzione italiana all’uso “ampio” del Green Pass..
    Parlando di uso “ampio” praticamente sta dicendo la stessa cosa della Francia..(o comunque si muove nella stessa direzione, di ampliarne l’utilizzo).
    Non bisogna farsi fregare con i “giri di parole”, nei quali pessimi politici italiani, purtroppo sono “maestri”. La libertà è la cosa più importante. Bisogna combattere a 360 gradi, altrimenti la battaglia sarà persa.

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