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Roma, 24 sett  – Stefano Leoni, docente al Conservatorio Giuseppe Verdi, ha scritto una lunga lettera per motivare  le dimissioni dal suo incarico di vicedirettore dell’ente. Al centro di tutto, l’obbligatorietà del Green pass.



Leoni si dimette da vicedirettore del Conservatorio Verdi

Leoni, tuttavia, non si è dimesso dal suo ruolo di musicologo. L’erudito continuerà a insegnare ai suoi studenti del Conservatorio estetica musicale ma esclusivamente online, almeno fino a dicembre. Le ragioni delle sue dimissioni risiedono nell’utilizzo del Green Pass. Il docente del Conservatorio, infatti, aveva anche sottoscritto di recente l’appello lanciato, tra gli altri, da Alessandro Barbero.

“Abominio dal punto di vista legale”

Leoni ritiene il green pass disdicevole a livello etico, definendolo un “abominio dal punto di vista legale, costituzionale, normativo, carente e confusionario sotto il profilo giuridico“. Per il docente di conservatorio, il certificato verde altro non è che “coercizione e adesione forzata alla «campagna vaccinale”, e costituisce una pressione indebita sui lavoratori (docenti e personale Ata) e studenti, “inducendoli a sottoporsi all’inoculazione di un siero genico sperimentale dall’efficacia non ancora esattamente definita nella limitazione dei contagi e delle ospedalizzazioni, e dagli effetti collaterali ignoti o colpevolmente ignorati”.

“Non voglio vengano demonizzate le mie idee”

Leoni, 63 anni, si considera non allineato al pensiero del Conservatorio, e dunque in piena coerenza ha deciso di lasciare il ruolo di vicedirettore Al suo posto arriverà Andrea Campora, docente di teoria, ritmica e percezione musicale. “Io rispetto le opinioni di tutti sul Green Pass ” dice l’ormai ex vicepresidente del conservatorio “ma non vorrei venissero demonizzate le mie“. A lui, infatti, anche il tampone ogni 48 ore “sembra un ricatto”.

Ilaria Paoletti



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1 commento

  1. Cit. “Il docente del Conservatorio, infatti, aveva anche sottoscritto di recente l’appello lanciato, tra gli altri, da Alessandro Barbero.”

    Non serve carta e penna!

    Serve il bancomat e lasciare a secco finte istituzioni pro capitalisti e contro i cittadini.

    E’ facile e neanche devi scendere in piazza a rischiare manganellate
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2015/06/07/rivoluzione-disarmata/

    Bisogna solo fare in fretta prima che tutti prendano contromisure per salvare il culo a paraculi istituzionali
    https://www.immediatofin.it/news/2021/09/16/bancomat-e-assegni-per-chi-cambia-tutto-dall1-luglio/

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