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Una delle imposte più conosciute, che servono a sostenere le casse di uno Stato, è rappresentata dai dazi doganali. Scopriamo a cosa servono e soprattutto come si calcolano.



Il dazio doganale è una tariffa o imposta applicata sulle merci trasportate oltre i confini internazionali. Lo scopo del dazio doganale è proteggere l’economia, i residenti, i posti di lavoro, l’ambiente (e così via) di ciascun paese, controllando il flusso di merci, in particolare le merci restrittive e proibite, in entrata e in uscita dal paese.

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I dazi sono idealmente dei muri stabiliti in maniera arbitraria, che dividono i vari paesi che hanno delle condizioni di politica economica amministrata in maniere diverse, a seconda della nazione. I dazi implicano un pagamento di un’imposta, a carico dell’importatore, sulle merci che vengono introdotte all’interno di un paese.

È uno strumento di difesa di tipo finanziario, la cui applicazione continuativa è definita “protezionismo”.

Sebbene tendiamo a pensare alla globalizzazione come a un fenomeno moderno, i segni distintivi della sua attività, dalle zone di libero scambio alle aliquote del dazio, sono in circolazione da millenni.

La prova dell’attività doganale è stata reperita in tutto il mondo, dai porti dell’antica Grecia alla Grande Muraglia cinese. Le prove suggeriscono che sistemi complessi di controlli e tasse sulle merci scambiate esistevano molto prima dell’industrializzazione, così come l’ideologia alla base di esse. Era facile intuire tra le piccole popolazioni che uno scambio commerciale senza tasse sulle merci straniere avrebbe indebitato e stressato un paese.

Gli studiosi ritengono che le prime tasse doganali fossero in realtà volontarie e offerte dai commercianti in viaggio come tangenti ai sovrani per un trattamento premuroso. Con il tempo, questa bustarella è diventata obbligatoria. Si chiamava “imposta”: una commissione addebitata per il privilegio di commerciare in un particolare regno.

La raccolta stessa fu esternalizzata agli agricoltori fiscali, che avrebbero usato tutti i mezzi necessari, compresa la violenza, per ottenere quella che era diventata una fonte di entrate essenziale per le monarchie.

La prima tariffa doganale di cui esiste prova fu sviluppata a Palmira (l’attuale Siria) e fu incisa nella pietra. Nonostante la sua età, l’antica tariffa ha una sorprendente somiglianza con il moderno sistema armonizzato e comprendeva aliquote di dazio specifiche per materie prime come cammelli, schiavi, vello e oli aromatici.

L’argomento dazi doganali è molto interessante e anche abbastanza complesso ma chi volesse maggiori informazioni può collegarsi al sito Dazi.it. A questo punto andiamo a vedere insieme nello specifico qual è il modo per calcolare i dazi doganali.

Dazi doganali: quando vengono addebitati?

Il primo punto da sottolineare e che bisogna ricordare è che i dazi doganali vengono richiesti solo nel momento in cui una persona vuole fare una spedizione in un paese che non fa parte dell’unione europea: in caso contrario non verrà applicata nessun tipo di tariffa.

Invece quando si vuole fare una spedizione fuori dai paesi dell’Unione Europea si pagheranno delle spese di spedizione, che saranno calcolate senza però includere l’Iva. Il calcolo dei dazi doganali viene fatto seguendo delle normative specifiche del Paese dove transiterà la merce: inoltre ricordiamo che l’addebito di questa tassa viene fatto a carico del destinatario della merce e avviene prima della consegna.

La gestione delle tasse doganali è un’operazione che viene coordinata dalla Dogana del Paese dove transiterà la merce: questo significa che nel processo di sdoganamento non sarà coinvolto ne il corriere che Packlink.

Parlando nello specifico del calcolo dei dazi doganali ,dobbiamo ricordare che la sua definizione è molto variabile e ha criteri sempre differenti e che dipendono sia dal tipo di merce importata e sia dal valore che viene dichiarato in quella che viene chiamata fattura proforma per la dogana.

Nel caso in cui l’agente doganale rilevasse una corrispondenza che non è coerente con i dati dichiarati, sarebbe costretto a dare una valutazione differente alla merce e anche il dazio cambierebbe. In maniera generica possiamo quindi dire che sono due i parametri che vengono presi in considerazione per definire questa tassa e cioè il valore del prodotto scritto nella fattura e la quantità per unità di misura.

Il calcolo dei dazi doganali risulta un po’ complicato in quanto ci sono moltissime categorie di prodotti: per conoscere l’importo preciso sarà necessario consultare la pagina della Tariffa Doganale d’uso integrata.

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