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Pistoia, 2 apr — Stanno per piovere 200mila euro di fondi pubblici dalla Regione Toscana per gli immigrati ospiti della parrocchia-centro di accoglienza-bivacco in sagrestia di don Biancalani. Da anni i fatti di cronaca legati alla struttura — che arriva ad accogliere oltre 200 stranieri — riempiono le cronache locali e non solo.



Oltre a dare alloggio a ladri, rapinatori e corruttori di rappresentanti delle forze dell’ordine, ultimamente la parrocchia ha dovuto convivere con il non trascurabile problema dei focolai di Covid. Una criticità per la quale l’Asl aveva chiesto al vescovo di Pistoia e a don Biancalani stesso lo sgombero dei locali.

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Duecentomila euro per gli immigrati di don Biancalani

Richiesta che aveva a cui il sacerdote aveva risposto con il vittimismo che lo contraddistingue. «Vogliono usare il Covid per smantellare Vicofaro», aveva frignato. Ma ora ci pensa Mamma regione Toscana: secondo quanto riportato da L’Arno, con una delibera la giunta ha stanziato duecentomila euro, mettendo in cantiere un avviso pubblico per «interventi a carattere regionale finalizzati all’accoglienza straordinaria e temporanea da parte di enti del terzo settore, presso proprie strutture o immobili in gestione, per un periodo non superiore a cinque mesi di persone in condizione di vulnerabilità e difficoltà sociale in uscita dalla comunità di Vicofaro». Un bando lanciato dopo l’intesa raggiunta con il prefetto di Pistoia, il sindaco, la Asl Toscana Centro, la Regione Toscana e ovviamente la parrocchia di Vicofaro.

Che fine faranno poi? Non si sa

Serena Spinelli, assessore regionale alle Politiche sociali, spiega che per raggiungere il risultato «abbiamo fortemente voluto una modalità che tuteli la salute degli ospiti e della comunità tutta, valorizzando al tempo stesso la rete del terzo settore e l’attività di accoglienza e solidarietà svolta da don Biancalani». La Regione ha deciso «di stanziare per questo 200mila euro e auspichiamo quindi l’arrivo di proposte che, grazie anche alla collaborazione dei servizi sociali e delle Società della Salute, possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi e per una migliore e diffusa accoglienza dei migranti».

L’accoglienza avrà una durata massima di cinque mesi. Una volta terminato il progetto l’idea sarebbe quella di trovare una sistemazione stabile a tutti gli immigrati. Anche se nessuno sa come.

Cristina Gauri

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