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Roma, 2 apr — Per Andrea Crisanti le proteste di imprenditori, esercenti e ristoratori allo stremo che chiedono di poter lavorare per non finire sul lastrico sono un «assalto alla diligenza». Bene, quindi, ha fatto il governo con l’ultimo decreto che abolisce le zone gialle in tutta Italia fino a maggio. Poi si, vedrà.



Crisanti mai così offensivo

Lo ha detto veramente, anche se ieri era il primo aprile: non si tratta di un pesce. Con un disprezzo intollerabile verso la spina dorsale economica del Paese e di centinaia di migliaia di famiglie che in questo momento non sanno se arriveranno economicamente alla fine del semestre. Ne ha dette tante, il virologo Crisanti, ma mai come stavolta le sue parole risultano così offensive e sprezzanti. Così spietate e totalmente prive di empatia verso i suoi connazionali che stanno perdendo tutto.

Difendere l’economia è “demagogico”

«Sono d’accordo col nuovo decreto, basta con l’assalto alla diligenza di tutte queste  categorie, la verità è che bisogna proteggere gli anziani. Una volta fatto questo forse riusciremo ad uscirne», ha detto il virologo a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora. Fuori discussione, ovviamente, riaprire ad aprile. «No, e non credo che sia desiderabile. Tutte queste oscillazioni che hanno stremato l’Italia sono il risultato della pressione per provvedimenti demagogici». Sì perché se non lo sapevate, difendere il concetto di sopravvivenza economica di una nazione, per Crisanti, è demagogia. «Se il 30 di aprile si abbassano i contagi e il numero di morti diminuisce a quel punto la zona gialla diventa plausibile. Parlare di aperture adesso non ha senso».

L’economia a rotoli non è affar suo, tiene sempre a precisare. «L’agenda la detta il virus, non le imprese». Noi, nel frattempo, stiamo ancora aspettando i tanto vaticinati «40mila contagi al giorno con riaperture e varianti» che il Crisanti aveva previsto a febbraio entro la metà di marzo se non si fosse istituito il lockdown totale su scala nazionale come da sue indicazioni.

Cristina Gauri



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2 Commenti

  1. L’ esperto di insetti Crisanti pagato dallo stato evidentemente sà di di non subire contraccolpi finanziari personali da qualsiasi chiusura inutile.Sembra non gliene freghi nulla dei cittadini alla fame che hanno sempre pagato tasse anche per mantenere lui.

    • Come lui tanti, troppi (anche da prima del sino-virus), veri pericoli per la comunità. Pericoli, tra l’ altro, mai denunciati chiaramente da alcuna “autorità”.

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