Bologna, 7 nov – L’Emilia Romagna è la seconda regione italiana (la prima è la Lombardia) ad ospitare il maggior numero di immigrati nei propri centri di accoglienza: secondo i dati del Viminale, in data 15 settembre vi era un totale di 7.528 stranieri accolti nelle varie strutture. Negli ultimi anni è stato tutto un fiorire di questi luoghi, gestiti per lo più da associazioni, onlus e cooperative, tutti con golosi interessi economici nei confronti del business-immigrazione. Di questi, fa particolarmente discutere la situazione del centro di Bologna situato in via Mattei.

L’hub di via Mattei

Il leader del Carroccio Matteo Salvini aveva più volte portato l’attenzione sulle criticità della struttura, che riguardavano soprattutto problemi di ordine pubblico e di degrado nel quartiere. Accuse sempre respinte da associazioni e personale delle coop impiegato nella gestione del posto – chissà perché. Con l’avvio dell’esecutivo gialloverde e la conseguente nomina di Salvini a ministro dell’Interno, il Viminale aveva decretato la chiusura del centro. In molti si ricordano ancora il video postato da Salvini su Facebook, in cui l’ex ministro mostrava le condizioni di degrado e incuria all’interno dell’hub, con rubinetti arrugginiti, cavi elettrici scoperti, macchie di umidità.

Tutto come prima

Da oggi si torna alla normalità: si riapre la struttura, e tra qualche settimana è previsto l’ingresso di 200 immigrati. Un’associazione temporanea di imprese ha affidato la struttura al consorzio L’Arcolaio, che ha vinto il bando della Prefettura. Lo stesso consorzio che aveva in gestione il centro dal 2014 fino alla chiusura voluta da Salvini. Il Prefetto di Bologna, Patrizia Impresa, ha dichiarato che la riapertura è stata resa possibile dai lavori svolti dall’Arcolaio nelle scorse settimane. Diventerà un Cas (Centro di accoglienza straordinaria).

Cristina Gauri

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