Roma, 1 gennaio – C’era l’ordinanza anti botti di Gualtieri, ma non è bastata ad impedire a torme di romani di riversarsi in strada per festeggiare il capodanno come si deve. Sono stati cecine gli interventi dei vigili del fuoco, moltissime le auto danneggiate a causa dell’esplosione di petardi e fuochi d’artificio.

Capodanno romano

Anche quest’anno, l’ordinanza del sindaco Roberto Gualtieri contro i botti ha fatto ben poco contro petardi e fuochi d’artificio esplosi da una parte all’altra di Roma per dire addio al 2022 e salutare il 2023. Moltissimi gli interventi dei vigili del fuoco per domare incendi provocati proprio da botti o anche dalle cosiddette lanterne cinesi, altra usanza tipica di fine anno che può avere conseguenze molto pesanti. Un bilancio molto pesante soprattutto per le auto: decine quelle andate in fiamme. Da Torre Spaccata al Trieste i pompieri sono intervenuti per domare incendi che hanno avvolto completamente macchine e cassonetti. Roghi anche a Cinecittà – dove sono state distrutte ben 15 vetture – e anche sulla Prenestina e sulla Nomentana, dove è toccato a due furgoni parcheggiati l’ordalia delle fiamme.

Tutto normale

Insomma, a quanto pare dell’ordinanza che vietava l’uso di materiale pirotecnico “casalingo” fino al 6 gennaio non è fregato niente a nessuno. Perfino nelle zone più chic della Roma notturna come Trastevere i carabinieri e i pompieri sono intervenuti tutta la notte per sedare incendi a cassonetti, auto e persino monopattini. Nessuna zona della città si è risparmiata, ed almeno a noi fa tirare un sospiro di sollievo: i romani – per quanto pericolosamente – sono ancora immuni da ordinanze sceme e restrizioni da Ztl champagne. Questa è Roma, a Capodanno “se fa” il fuoco. Soprattutto se fa un dispetto a Gualtieri.

Sergio Filacchioni

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