Roma, 11 ott – Non è una trovata satirica del Vernacoliere, è tutto vero: le Jesus Shoes, scarpe da ginnastica pensate ad hoc per fedeli acquirenti, stanno letteralmente andando a ruba. La linea che demarca pacchiana esaltazione religiosa e pura blasfemia è con tutta evidenza piuttosto sottile, eppure queste sneakers personalizzabili con tanto di acqua santa e crocifissi, stanno spopolando online.

Un’idea discutibile, ma senz’altro efficace in termini commerciali, partorita dal brand newyorkese MSCHF che ha pensato bene di modificare le Nike Air Max 97 bianche apponendoci un versetto del vangelo secondo Matteo, ma anche una goccia di sangue sulla linguetta per evocare chiaramente quello di Gesù, un crocifisso sui lacci e acqua santa proveniente direttamente dal fiume Giordano all’interno della camera d’aria. E giusto per non farsi mancare nulla, c’è pure la possibilità di aggiungere incenso alla suola. Pura follia? Difficile pensare il contrario, non fosse che il successo ottenuto appare quasi miracoloso in termini di vendite. Oltretutto il prezzo delle Jesus Shoes non è propriamente alla portata di tutti: 3.000 dollari, pari a 2.725 euro.

Provocazione o blasfemia?

“L’idea ci è venuta chiedendoci come sarebbe stata una collaborazione con Gesù Cristo, tra le figure più influenti della storia”, ha dichiarato al New York Post il responsabile commerciale del brand, Daniel Greenberg. “Da ebreo – ha spiegato – l’unica cosa che sapevo di Gesù era che camminava sull’acqua”. Un’evidente provocazione che non è piaciuta a molti cristiani, alcuni utenti hanno anche accusato il brand di “adorare il demonio”.

Le Jesus Shoes non sono state approvate ufficialmente dalla Nike (difficile prevedere il contrario) ma sta di fatto che continuano ad essere vendute e non poco. La pensata commerciale è stata poi premiata anche dalla pubblicizzazione, visto che il brand che ha ideato queste scarpe “sante” le ha inviate pure ad alcuni famosi YouTuber e ad altri “vip”, come il rapper A$AP Rocky. Per il sold out il passo è stato breve.

Alessandro Della Guglia

 

Commenta