Roma, 20 mar – Immaginazione e sensazionalismo. Due elementi che nella narrazione buonista del fenomeno della tratta di esseri umani nel Mediterraneo si intrecciano fino a ribaltare completamente la verità dei fatti. Con Repubblica che sembra fare a gara per mantenere ben saldo lo scettro di oltranzista dell’accoglienza a tutti i costi.

Non che sia una novità, beninteso. Già un Saviano qualsiasi, con l’invenzione del “reato umanitario”, aveva in passato tentato di riscrivere un paio di millenni di diritto. Oggi il quotidiano della famiglia De Benedetti va ben oltre, mistificando ad arte un video relativo all’ultima vicenda in ordine di tempo, quella della ong spagnola Proactiva Open Arms, fermata dalla Procura di Catania con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

In assenza di argomenti validi a difesa dell’organizzazione, perché allora non buttarla sulle emozioni? Sì, Proactiva forse non avrà operato secondo le regole, ma se l’ha fatto è perchè la guardia costiera libica li ha minacciati di morte. Proprio così, stando ai sottotitoli che Repubblica mette a corredo delle immagini che vedono i volontari della ong discutere in mare con i militari di Tripoli.

Peccato che, ad un ascolto più attento (e senza i sottotitoli di cui sopra) la realtà sembri parecchio diversa, come dimostra la nostra collaboratrice Francesca Totolo segnalando l’acaduto sul proprio profilo twitter. L’audio è disturbato e la pronuncia non è probabilmente ottima, ma non pare di distinguere chiaramente quel “I kill you” che il quotidiano vorrebbe far credere. Semmai sembra che la guardia costiera ripeta più volte “I tell you”, come a voler intimare un generico alt. Tanto generico che, nonostante le minacce, aldilà della scaramuccia a distanza non si è infatti registrato alcun momento di tensione fra le imbarcazioni. Ma ormai anche creare fake news ad arte fa gioco alla propaganda immigrazionista.

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