Roma, 9 dic — Non susciterà l’indignazione di nessuno, nessuna orda di media, commentatori dell’ultimo minuto e politici interverrà per condannare il gesto, i social non saranno invasi da dibattiti infiniti, e meno male, aggiungiamo: già la bufera mediatica sulla pacca al sedere della sexy-cronista Greta Beccaglia da parte di un tifoso sbarazzino aveva sfinito tutti, non v’è bisogno di rinfocolarla un anno dopo per un cronista rimasto «vittima» dello stesso gesto.

La pacca sul sedere al cronista uomo non indigna nessuno

Parliamo di quanto accaduto Tancredi Palmieri, giornalista sportivo del programma Sportitalia inviato in queste settimane in Qatar per seguire sul posto i mondiali di calcio. Mentre era in collegamento d Doha alla fine di una partita, una piacente tifosa inglese che stava camminando all sue spalle gli si è avvicinata per allungare la mano sulle terga del cronista. Per il Palmieri è chiaramente tutto grasso che cola, infatti commenta ridendo: «Mi ha appena toccato il c*lo!». Ben lungi dal sentirsi offeso o «molestato», il giornalista coglie subito la palla al balzo per richiamare la ragazza, abbracciandola davanti alla telecamera e coinvolgendo pure un’amica.

Severissimo, il conduttore dallo studio ricorda quanto accaduto un anno fa a Greta Beccaglia: «Ricordiamo cosa è successo a Empoli-Fiorentina. Atto da condannare. C’era una bellissima giornalista, bravissima anche, mentre faceva il collegamento un tifoso un po’ volgarotto ha messo la manina. Stavolta è successo il contrario. Questa è una notizia». La valletta al suo fianco ride, Palmieri si appiovra alle due tifose — e quando mai gli ricapita? — dallo studio si ride del siparietto.

I tifosi rosicano

Non sono della stessa idea gli spettatori di Sportitalia, che commentano la chiara disparità di trattamento a seconda del genere del «molestatore». Nel caso di Andrea Serrani, il tifoso della pacca sul sedere alla Beccaglia, si parlò di cultura dello stupro, scattò un grottesco Daspo di due anni, si parlò di denuncia per violenza sessuale. Per quella bravata, sicuramente cafona e di cattivo gusto, ma di certo non assimilabile a uno stupro, il povero ristoratore 45enne venne crocifisso mediaticamente per settimane. Alla vogliosa turista inglese, che pure non ha chiesto il permesso a nessuno per allungare le mani, vengono riservate due risatine.

Le polemiche hanno rotto in tutti e due i sensi

Certo: statisticamente un uomo è maggiormente ricettivo nei confronti delle avance spinte di un’altra donna, soprattutto se piacente come la ragazza in questione, ed è portato a lamentarsene di meno. Mentre una donna tenderà a percepire la medesima iniziativa come una molesta, intollerabile invasione di campo. «Ora che si fa? Si parla di violenza?» chiedono gli spettatori, «da denuncia direi», «poi lo fa un uomo fuori dallo staio e parlano di violenza sulle donne».

La verità è che bravate come una pacca sul sedere di sfuggita non andrebbero demonizzate né glorificate, uomo o donna che sia l’autore. Dovrebbero essere prese per quello che sono: gesti maleducati, goliardici se vogliamo giudicarli in maniera più morbida, ma che di certo non dovrebbero far scattare processi-farsa in stile Inquisizione né commenti piccati perché la gogna mediatica non è scattata. Che si tratti della Beccaglia o del buon Palmieri, queste cacce alle streghe basate sul nulla cosmico politicamente corretto nauseano a morte.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Sportitalia TV (@sportitalia_official)

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

Articolo precedenteReddito di cittadinanza, solo nel 2022 quasi 300mila richieste fraudolente
Articolo successivoCaro Cr7, hai fatto il tuo tempo: anche basta frignare per una panchina
Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

5 Commenti

  1. Non c’è niente da ridere.
    Vorrei ricordare al signor giornalista ciò che definisce “atto assolutamente da condannare” ovvero l’episodio evocato di Greta Beccaglia, è del tutto identico a ciò che la sgualdrinella asiatica ha fatto a questo sig. Tancredi Palmieri. Solo che il Palmieri ha reagito eccitato come un galletto ed è finito tutto a taralucci e vino tra risatine dallo studio e le oche giulive che si trastullavano.
    Sarà che invece al palpatore delle chiappe di Greta Beccaglia è stata richiesta una condanna per violenza sessuale (per violenza sessuale, ripeto), dopo che costui è stato massacrato e mostrificato dal processo messo in atto dai media, dopo che dai social gli sono arrivate minacce di morte compresa anche quelle di squartare la figlia.
    Sarà che a sua volta è stato massacrato e mostrificato e lanciata della vera e propria merda addosso a un signore ultraottantenne (Memo Remigi) colpevole di aver posato la mano un secondo sulle chiappe di una psicolabile ex-cantante fallita.
    Sarà per questo che di fronte a queste palpate non c’è più niente da scherzare.
    C’è solo da sottolineare il doppiopesismo osceno di questo lurido femminismo e dei loro media compiacenti, capaci di distruggere moralmente e anche fisicamente un uomo.
    Ci sarà da ridere solo quando il femminismo sarà ESTIRPATO dalla società!

  2. IL caso di Greta Beccaglia tende a renderci tutti più cattivi ma io preferisco il mondo degli uomini che sanno ricevere una toccatina con allegria piuttosto che il mondi di Greta Beccaglia, delle femministe e del giudice terribile che tramuta tutto in delitto e castigo.

Commenta