Roma, 30 ago – La situazione sicurezza sul lavoro in Italia sta raggiungendo una condizione di alta problematicità che nessuna forza politica sembra voler affrontare, soprattutto visto il periodo di piena campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. L’Inail ha presentato i dati delle denunce di infortunio sul lavoro tra il mese di gennaio e luglio 2022, le quali hanno subito un aumento del 41,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, attestandosi intorno alle 441.451 di cui quasi 600 hanno avuto un esito mortale. Dei veri e propri numeri da capogiro che evidenziano una strage silenziosa e dimenticata di morti e infortuni sul posto di lavoro.

Il mondo del lavoro sempre più colpito

Un ulteriore dato significativo mostra l’aumento delle patologie di origine professionaledenunciate, che sono state circa 36.170, con un implemento rispetto le percentuali dei primi sette mesi del 2021 che tocca quasi il 7,0%. I numeri a disposizione, prendendo ad esame il periodo gennaio-luglio, sottolineano come negli ultimi due anni ci sia stato un progressivo aumento di denunce e infortuni sul lavoro: rispettivamente 288.873 nel 2020 e 312.762 nel 2021. Tutto ciò ad indicare come il tema della sicurezza sul lavoro sia stato abbandonato in maniera sempre maggiore dalla politica nostrana.

La politica si è dimenticata del lavoro

In pochi decenni il nostro paese è ritornato indietro anni luce per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, l’aumento di infortuni e morti va ad aggiungersi a tutti i tentativi, portati avanti dai vari governi che si sono susseguiti negli ultimi anni, mirati a distruggere lo stato sociale italiano e con esso la dimensione comunitaria e civilizzatrice del lavoro. Le politiche del lavoro sono scomparse dai dibattiti pubblici, nessuno parla più di uno dei principali motori della nazione. Il lavoro stesso è stato svuotato della sua intrinseca essenza, creatricevolontaristica, per fare posto ad una concezione sempre più mercantilistica e razionalistica, che rende l’uomo solamente uno strumento intercambiabile e disumanizzato.

Andrea Grieco

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