Roma, 30 ago – Purtroppo non tutti coloro che frequentano le nostre amate montagne portano rispetto per l’ambiente circostante. Proprio questo è l’habitat di migliaia di animali che sui nostri monti vivono. L’esempio dell’inciviltà dell’uomo moderno, oggi, ci arriva dalle cime di Cortina d’Ampezzo dove uno stambecco è rimasto vittima di un’irrispettosa leggerezza. Una scatoletta di tonno abbandonata in quota che è risultata fatale per il nobile animale delle vette.

Il salvataggio di domenica

Qualche turista ha abbandonato una scatoletta di tonno, di latta, in alta montagna. La scorsa domenica, alcuni escursionisti hanno notato lo stambecco, sofferente dopo aver ingerito l’oggetto. L’animale si muoveva con grande difficoltà nella zona del gettonato Lago di Sorapiss. Arrivati in loco, i vigili del fuoco con gli agenti della polizia provinciale abilitata all’uso del lancia siringhe, hanno da subito sedato l’animale. Visitando lo stambecco, il veterinario della zona ha certificato che aveva ingerito la lattina. L’oggetto arrugginito incastrato in gola gli impediva di muovere la lingua. Una volta estratta la scatoletta metallica e curati i tagli provocati da essa, l’animale si era rimesso in piedi, riprendendo la sua strada.

Una maledetta scatoletta di tonno

Sembrava scongiurata una fine ingloriosa dello stambecco, ma, invece, questa mattina è arrivata da Cortina purtroppo la brutta notizia che il nobile animale è stato trovato morto. La scatoletta di tonno arrugginita ha provocato allo stambecco diverse escoriazioni in gola che probabilmente hanno causato un’infezione insanabile. Impossibilitato a mangiare per lungo tempo a causa delle lacerazioni interne, lo stambecco dovrebbe essere deceduto per fame e stenti. Il veterinario di zona, accorso domenica sul posto per salvare l’animale, aveva ipotizzato una possibile ripresa dello stesso.

Lo stambecco, nobile animale vedetta delle cime

Lo stambecco è un’animale dall’aspetto fiero. Il suo corpo è dotato di robuste zampe piuttosto corte e grandi corna a forma d’arco, incurvate all’indietro, presentano numerose protuberanze che aumentano con l’età. In estate il suo pelo è fitto e ruvido, di colore bruno giallastro; mentre d’inverno il mantello appare più scuro e meno contrastato. Vive mediamente tra i 18 e i 22 anni e, per quasi tutto l’anno, fugge all’uomo e ai pericoli dei boschi, arrancando su pendii rocciosi ricchi di cenge erbose, tra 1600 e 3200 metri di quota. In inverno predilige i versanti esposti a sud sud-ovest dove la coltre nevosa è spesso meno profonda. In primavera, invece, attraverso i boschi può scendere fino in fondovalle per brucare la prima erbetta fresca. Lo stambecco è un animale innocuo ed erbivoro che si nutre principalmente nelle ore più fresche del mattino e della sera, predilige piante erbacee, meno volentieri licheni, cortecce e germogli. Durante la bella stagione può consumare anche 15 – 20kg al giorno di vegetali, accumulando importanti riserve di grasso per l’inverno. Come gli altri ungulati è ghiotto di sale e sali minerali in genere che ricerca e lecca nelle rocce. In questi ultimi giorni, un’invitante scatoletta di tonno che probabilmente conteneva ancora qualche residuo odorante, ha colto in trappola questo aristocratico animale delle Alpi, uccidendolo.

L’inciviltà mortale dell’uomo moderno

Quello di Cortina era uno stambecco maschio, approssimativamente di dieci o undici anni di età. Prima del fatale incidente l’animale era in buona salute ma la stupida disattenzione di qualche turista ha segnato la sua fine. Le nostre montagne sono frequentate ogni giorno da migliaia di turisti, soprattutto nella stagione estiva. Abituati forse al degrado delle città, essi non fanno caso ai luoghi paradisiaci nei quali si immergono a caccia di selfie. Abbandonare la propria sporcizia sui nostri splendidi monti, oltre che essere irrispettoso e vergognoso, mette in serio pericolo l’habitat animale. Una cartaccia o una scatoletta di tonno possono dunque diventare una bomba inquinante letale per gli esseri viventi che popolano le nostre alture. Sia la flora che, come abbiamo purtroppo visto, la fauna, vengono dunque compromesse da semplici quanto imperdonabili disattenzioni che possono risultare fatali per i magnifici animali che custodiscono le nostre meravigliose montagne.

Andrea Bonazza

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3 Commenti

  1. Quello che mi lascia più amareggiato è il fatto che colui che ha gettato quella scatoletta, al leggere della notizia avrà espresso la sua più sincera indignazione. Senza avere però il benché minimo ricordo di quella scatoletta abbandonata da lui stesso..

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