Roma, 30 ago – I drammatici aumenti del gas, nonostante la frenata delle ultime ore, possono portare l’Italia in recessione. Non è una novità, è semmai uno scenario da incubo del quale siamo tutti consapevoli da tempo. A pagarne il prezzo sono già famiglie e imprese, con i piani europei che restano ancora nebulosi e dunque poco rassicuranti. Intanto però la Russia prova a rassicurare sulle forniture, dicendosi “pronta a rispettare i suoi obblighi sulle forniture di gas”. A dirlo, durante l’odierna conferenza stampa, è stato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Gas, la Russia assicura su forniture, ma punta il dito contro le sanzioni

“A ostacolare le esportazioni russe sono solo i problemi tecnici derivanti dalle sanzioni”, ha poi precisato Peskov. Secondo Mosca sono quindi in particolare le sanzioni occidentali a impedire il pieno funzionamento del gasdotto Nord Stream 1. Nel frattempo però Gazprom, colosso del gas controllato dal governo russo, ha annunciato l’ennesimo stop del gasdotto per “lavori di manutenzione dell’unità di pompaggio”. Nord Stream 1 chiuderà i rubinetti per tre giorni, a partire da domani. Altra tegola in un periodo complicatissimo.

Non solo, Gazprom ha annunciato anche un taglio ulteriore alle forniture di gas alla Francia, informando il gestore dell’energia transalpina, Engie, che la riduzione delle consegne avverrà a partire da oggi a causa di disaccordi su alcuni contratti. Engie ha risposto di essersi “già assicurata i volumi necessari per far fronte ai propri impegni nei confronti dei propri clienti e delle proprie esigenze, e messo in atto diverse misure per ridurre significativamente gli eventuali impatti finanziari e fisici diretti che potrebbero derivare da un’interruzione delle forniture di gas da parte di Gazprom”.

Sempre oggi, in Danimarca, è atteso l’incontro internazionale sull’indipendenza energetica dalla Russia. Permane un cauto ottimismo sulla proposta di un price cap Ue in seguito all’apertura da parte della Germania, ma ancora nulla è stato effettivamente deciso.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. E se qualcuno dei babbei che guidano l’Europa si guardasse intorno e dicesse ora basta? Via le sanzioni che penalizzano solo noi ed il prezzo del gas torna a livelli inferiori a quelli di prima. Ma perché dobbiamo per forza leccare le pantofole a quel rimbambito americano che tra poco tempo non si renderà conto nemmeno di dove si trova ???

  2. L’aumento del prezzo del gas non dipende dall’aumento del costo della materia prima ma dalle speculazioni in borsa legate ai derivato bancari.
    Queste cose le sanno in pochi.

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