Roma, 14 gen –  Addio mamma e papà, ben – si fa per dire – ritrovati “genitore 1″ e “genitore 2” sui moduli di iscrizione a scuola per i bambini e sui documenti dei minori: lo ha annunciato ieri la Lamorgese facendo, di fatto, carta straccia di un altro lascito dell’esecutivo gialloverde (a ottobre era toccato ai Dl sicurezza).



Lamorgese riesuma genitore 1 e 2 

L’inquilina del Viminale si trincera dietro questioni di privacy, ma è difficile non vederci una decisione di natura ideologica: «E’ prevista la reintroduzione della dicitura ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’ per garantire conformità al quadro normativo introdotto dal regolamento Ue e per superare le problematiche applicative segnalate dal Garante della privacy» sul decreto del 2019, ha spiegato il ministro dell’Interno Lamorgese al question time alla Camera. «Il nuovo schema di decreto ha già ottenuto il concerto dei ministri di Economia e della pubblica amministrazione ed è in attesa del parere del Garante, a seguito del quale sarà sottoposto alla Conferenza Stato-Città», ha specificato.

«Il garante della privacy ha rilevato che la dicitura padre e madre nella carta d’identità digitale ha comportato forti criticità, dal punto di vista della di protezione dei dati e della tutela dei minori, nei casi in cui i soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale non siano riconducibili alla figura materna o paterna».

«Difenderemo la famiglia naturale fondata sull’unione tra un uomo e una donna», aveva detto Salvini nel 2019 spiegando il suo come un «decreto che ripristina i ruoli biologici» a cancellati nel 2015 dall’esecutivo Renzi che aveva sostituito «madre» e «padre» con la sterile, inclusiva dicitura.

Marrazzo (Partito Gay) non è soddisfatto

Ma a quanto pare al gotha Lgbt italico non basta. Fabrizio Marrazzo, portavoce Partito Gay per i diritti LGBT+, Solidale, Ambientalista, Liberale, incalza: «Dopo oltre un anno e molti solleciti la Ministra Lamorgese ed il Governo Conte Bis non hanno preso una decisione politica, ossia se i bambini delle coppie LGBT+ hanno gli stessi diritti degli altri». Marrazzo vuole insomma la capitolazione totale, ideologica: «La ministra Lamorgese affanna ancora in ricerca di pareri burocratici per non prendere né lei e né il Governo una scelta chiara. Inaccettabile lo spettacolo di Fratelli di Italia che si oppone al ripristino della dicitura Genitori, con la scusa che il Governo deve occuparsi di altro e che la natura vuole padre e made, anche i nostri figli sono cittadini come gli altri e devono avere pari diritti».

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Sono Tutori di creature con altro padre-genitore o altra madre-genitrice… Ibridi genitori o ibridi tutori, cosa è meglio per l’ innocente coinvolto di turno?!?! Chi vuole tutelare tutto per forza, tuteli, se ne è capace, altrimenti sarà tutelato a sua volta. Robe da chiodi…
    Salvo voler storpiare i significati primi, l’ etimo, la lingua, ordine della vita e verità.
    Devono restare quindi i termini “padre” e “madre”, genitore maschio e genitrice femmina.
    Chi ha timore e non si assume le responsabilità circa le differenze ha la coda di paglia.Troppo comodo far pagare lo scotto agli altri!

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