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Bergamo, 10 gen – Meno male che c’è Altaforte, meno male che c’è CasaPound. Le uniche due parole (la terza è “fascismo”) in grado di accendere un guizzo di vita nelle esistenze color seppia delle mummie dell’Anpi. Se non ci fossero le tartarughe frecciate, se non esistesse la casa editrice più censurata d’Italia, contro chi bercerebbero i “partigiani” del 2020?



Prendete per esempio il caso di Bergamo, dove per la seconda volta nel giro di pochi mesi i vigilantes della “democrazia” hanno preso di mira due conferenze organizzate da CasaPound, che avevano entrambe come ospiti due autori di libri editi di Altaforte: Francesca Totolo, che con il suo Inferno Spa era stata oggetto del solito eroico circo equestre di minacce, mail bombing e foto rovesciate, e Gian Paolo Bargiggia, che presenterà stasera alle ore 21 il suo I segreti del calciomercato nella sezione orobica del movimento, in via Nazario Sauro 20.

Per Bargiggia si sono scomodate le cariatidi dell’Associazione partigiani, oltraggiate dal fatto che inizialmente la conferenza avrebbe dovuto avere luogo nella Sala comunale Galmozzi. E così è scattato il piagnisteo di rito, in una lettera ripresa da tutti i quotidiani della provincia all’attenzione del sindaco Giorgio Goriin cui si parla di  “un’offesa allo stesso Ferruccio Galmozzi, con la sua famiglia oggetto di persecuzioni razziali, poi membro del Cln di Bergamo e sindaco di Bergamo dal 1946 al 1956”. Cosa c’entrino le persecuzioni subite dalla famiglia di Galmozzi con il calciomercato, non è dato di sapere. Ma la missiva continua: “Chiediamo con forza che la richiesta sia respinta o che, se già intervenuta, l’autorizzazione sia revocata. È inutile lanciare allarmi contro il neofascismo risorgente, se poi a tali allarmi non si fanno seguire fatti e comportamenti concreti. Il fenomeno inquietante che sta emergendo sempre più gravemente in Italia e in Europa deve essere ostacolato con ogni mezzo lecito“, cioè i roghi di libri, arrivando a ricordare la vergognosa estromissione di Altaforte dal Salone del libro torinese “nello scorso mese di maggio”.

Pronta la risposta di Bargiggia, che ha twittato, postando la foto dell’articolo dell’Eco di Bergamo che riprendeva la lettera di piagnistei dell’Anpi: “Sindaco Gori, lei ne sa qualcosa? Ne fosse al corrente sarebbe grave, discriminatorio e fascista. Ma lei è il sindaco di tutti i bergamaschi o solo di alcuni? Magari degli integralisti dell’Anpi? Lei sta dalla loro parte?”

Insomma, ai vecchietti dell’Anpi, nemici del bello e di tutto ciò che è vivo, come al solito incapaci di farsi valere con la forza delle argomentazioni o delle idee, non è rimasto altro che la solita via: l’invocazione alla censura e l’abuso di potere isterico, sottoforma di “richiesta” ai piani superiori di intervenire per bloccare una conferenza che – tra l’altro – era già stata spostata altrove. Potranno anche brindare alla censura quando gli riesce di talebanizzare la cultura, ma in cuor loro sanno che i giorni della loro egemonia sono finiti. Lo dimostra il fatto di dover ricorrere a questi mezzucci nel tentativo di sbarrare la strada a realtà come Altaforte.

Cristina Gauri



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4 Commenti

  1. I vecchietti dell’Anpi in realtà sono stati rimpiazzati da alcuni anni dai meno vecchietti dei centri sociali e partitinii di estrema sinistra in modo da continuare a percepire i lauti finanziamenti statali che questa orrenda compagine di traditori antinazionale percepisce da più di 70 anni!!
    Ad ogni modo vanno denunciati per le pressioni discriminatorie che attuano verso hotel privati e enti pubblici per impedire di far parlare chi non vogliono loro!!

  2. Secondo me questi si inkaxxano perché il libro non ha figure e quindi come potrebbero poi contestarlo se non hanno una minima idea di ciò che vi è scritto? Quindi chiederei ad alta forte edizioni di farne due di libricino uno per i normali e uno solo con figure per i caproni dell”anpi. Vedrà la prossima volta non romperanno le balls

  3. Da giovani, gli attuali vecchietti dell’Anpi mitragliavano italiani e volentavano italiane. Ma vivono sempre sugli allori grazie alla sinistra degli usurai di Sion.

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