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Roma, 13 mag — Oggi vi parliamo di Marylina Carfora, regista, manager, lesbica dichiarata e bersaglio di odio feroce, insulti e minacce alla famiglia: ma per lei nessuno si straccerà le vesti invocando il Ddl Zan, perché è iscritta a Fratelli d’Italia. Cosa che sappiamo essere inaccettabile per i paladini dei diritti-capricci arcobaleno. D’altronde per gente che va orgogliosa delle t-shirt «meglio froc*o che fascista», una persona omosessuale di destra smette di essere omosessuale e diventa solo un oppressore. E’ vista come parte del problema.

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Lesbica e di Fratelli d’Italia: il male assoluto

La sua vicenda è stata portata allo scoperto da Libero. «Come fai a essere lesbica e fascista?», è l’obiezione più gentile che le sia stata rivolta su Facebook. Subito seguita da deliranti asserzioni come «Il tuo partito vuole mettere gli omosessuali nei forni, vergogna».
Agli insulti sono seguite le minacce, con avvertimenti pesanti e riferimenti alla famiglia. La Carfora era stata candidata alle Amministrative 2020 e milita in Fratelli d’Italia senza problemi e senza subire discriminazioni di sorta. Il suo essere lesbica nel partito della Meloni non disturba proprio nessuno.

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Attaccata ferocemente dalla sinistra 

Discriminazioni che paradossalmente — ma fino ad un certo punto — deve invece fronteggiare proprio per la sua posizione ideologica e a causa degli insulti dei militanti di sinistra. «Se sei omosessuale e di destra, hai bisogno di uno psichiatra, uno bravo!». «Sei espressione di un partito che fomenta odio». «Salutaci le fogne». Persino dallo staff di Monica Cirinnà le hanno scritto: «Se lei sta bene essere qualificata come malata è un suo problema».

In favore dell’esponente di Fdi si è scagliato Umberto La Morgia, leader degli Omosessuali di Destra: «Ciò che è accaduto a Marilyna è intollerabile. Presa di mira e bullizzata solo perché le sue idee divergono rispetto a quelle delle lobby del pensiero unico. L’odio verso di lei, curiosamente, proviene proprio da coloro che si pongono in prima linea nella lotta all’odio».

La sinistra odia più di tutti

La sinistra da tempo ci ha abituato alla sua doppia morale, quella magia strategica che consente ai progressisti di stigmatizzare l’«odio» altrui ed esercitare al tempo stesso un odio feroce e glaciale contro chi non la pensa come loro. Va detto che la discussione sul ddl Zan ha rivitalizzato, e acuito, la forza dell’ipocrisia sinistroide, i quali se da un lato si fanno assertori dei diritti civili e apologeti dell’amore, dall’altro non mancano occasione per riversare colate laviche di insulti su chiunque tenti di argomentare una qualche critica.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Non so per gli altri, ma per tanti di noi maschietti la lesbica ha sempre rappresentato una amabile provocatrice… E la Cirinnà lo sa benissimo. Morboso (!) è ben altro e riguarda una altra cavità.

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