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Roma, 20 dic – Una rissa per la “gestione” dei carrelli della spesa tra due nigeriani è degenerata in modo sanguinoso. E’ successo a Genzano (Roma), all’ingresso del supermercato Coop di via Emilia Romagna.

L’aggressione

La scena si è svolta di fronte a frotte di clienti attoniti. I due immigrati si sono colpiti con una violenza e una ferocia inaudite, fino all’arrivo dei carabinieri della locale stazione, intervenuti dopo la chiamata del direttore del centro commerciale. I protagonisti di questa assurda vicenda vivono di elemosina, stazionando permanentemente di fronte al supermercato e nel parcheggio, dove si offrono di sistemare i carrelli al loro posto in cambio di poche monete. Ed è proprio sul controllo dei carrelli che è partita la disputa degenerata in rissa sanguinosa.

L’arresto

I due sono passati dalle minacce agli spintoni fino ad arrivare alle sprangate, in un crescendo che ha portato uno dei contendenti a mordere con violenza la mano del suo connazionale, fino a staccargli il dito. Accorsi sul posto, i carabinieri sono riusciti – non senza fatica – a dividere i due stranieri: il nigeriano vittima della mutilazione è stato portato al pronto soccorso per essere curato alla mano e alle numerose ferite al corpo e alla testa provocate dalle sprangate. Per l’altro si sono aperte le porte del carcere. In mattinata si è svolto il processo per direttissima al Tribunale di Velletri, per il reato di lesioni gravissime.

Un altro caso simile

Non è di certo la prima aggressione fra immigrati, o fra un immigrato e un italiano, che ha come teatro l’esterno di un supermercato. Solo settimana scorsa si era verificato un caso di aggressione in provincia di Lecce, in cui un nigeriano aveva preso a calci e sassate un italiano perché si era rifiutato di fargli l’elemosina, causandogli un trauma al polso e una distorsione della spalla sinistra. Il 34 enne africano è stato denunciato per tentata estorsione e lesioni personali.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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