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Roma, 9 mar – Riunione d’urgenza per modificare il Dpcm: nuovi divieti in arrivo – tra cui il lockdown fisso nei fine settimana -, forse già dal prossimo week end. Il governo ha chiesto il parere al Comitato tecnico-scientifico che è stato convocato per questa mattina alle 9. Sulla scorta delle indicazioni degli esperti – che da giorno chiedono una stretta su aperture e spostamenti – saranno stabilite le nuove regole. Tra le nuove restrizioni in arrivo la possibilità di imporre il lockdown in tutte le aree dove i contagi settimanali sono superiori ai 250 per 100 mila abitanti, che passerebbero in automatico in zona rossa. Ma anche la chiusura dei negozi nei comuni dove sono chiuse le scuole.



Verso il lockdown fisso nei fine settimana

Il governo quindi aspetta il parere degli esperti dopo aver fatto loro presente “il progressivo mutamento del quadro epidemiologico”. Quello che chiede Palazzo Chigi è una conferma “sulla necessità di implementare le misure di mitigazione e contenimento del virus”. Alla luce del monitoraggio settimanale di venerdì, dal canto suo l’Istituto superiore di sanità ha fatto presente che sono “indispensabili” regole più strette per contrastare “l’aumento sostenuto della circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità”. Oggi a seguire ci sarà la cabina di regia e il vertice di Draghi con le forze di maggioranza. E pure se alcuni media mainstream filogovernativi parlano di “Italia verso la zona rossa” è chiaro che si sta parlando di un nuovo lockdown nazionale. Resta da capire se sarà imposto “soltanto” nei fine settimana. Quello che appare ormai certo è che il Dpcm, in vigore dal 6 marzo, sarà modificato.

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Il Cts chiede di spedire in zona rossa tutte le regioni con 250 contagi su 100 mila abitanti

Anche il Cts, come è noto, chiede di abbassare ulteriormente la soglia di rischio per spedire in zona rossa (con relativo lockdown) le regioni con 250 contagi su 100 mila residenti per una settimana di seguito. Non solo scuole chiuse, ma anche i centri commerciali e tutti i luoghi di aggregazione, per impedire ai ragazzi delle superiori di assembrarsi fuori dagli orari della didattica a distanza.

Si rischia la chiusura di bar e ristoranti nei fine settimana in tutta Italia

Quello che si rischia dunque è un lockdown che dovrà scattare in tutta Italia nel fine settimana, per impedire la circolazione dei cittadini. Una decisione che darebbe una ulteriore mazzata – oltre che alla vita sociale – a quelle attività che hanno subito chiusure a singhiozzo per mesi. Dai negozi a bar e ristoranti, che dovrebbero chiudere i battenti anche in fascia gialla. Se il Dpcm dovesse essere modificato in tal senso, il sabato e la domenica saranno consentiti soltanto l’asporto e la consegna a domicilio di cibi e bevande anche laddove ora è possibile restare aperti fino alle 18.

Il giro di vite potrebbe colpire anche i negozi non essenziali

Ma il giro di vite potrebbe arrivare anche per altre attività commerciali. La chiusura dei grandi magazzini e dei centri commerciali, ma anche di alcuni negozi, potrebbe scattare in tutte quelle regioni dove si prevede la chiusura delle scuole. A prescindere quindi dal colore. Resterebbero aperti soltanto i servizi essenziali – alimentari, farmacie, edicole, tabaccherie – come durante il lockdown dell’anno scorso.

Altro che riapertura di cinema e teatri il 27 marzo

In tale contesto dunque ci possiamo scordare la riapertura di cinema e teatri, stabilita per il 27 marzo nelle zone gialle. La decisione in ogni caso sarà presa dopo il 20 marzo, quando si valuterà se le nuove restrizioni in arrivo hanno funzionato.

Lega contraria a lockdown: “Chiudere senza vaccini è inutile”

Insomma, il governo Draghi non fa che confermare la linea dura del governo Conte bis, con la differenza che ora nella maggioranza non sono tutti d’accordo sull’ipotesi di un nuovo lockdown nazionale. “Chiudere adesso senza vaccini non serve a niente e nessuno“, fa presente il leader della Lega Matteo Salvini. Sulla stessa linea il governatore della Liguria, Giovanni Toti, “totalmente e fortemente contrario all’ipotesi di una chiusura generalizzata”. Più morbida – tanto per cambiare – la posizione del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, secondo cui “la stagione dei sacrifici non è finita e i dati non ci consentono di abbassare la guardia“.

Italia Viva e M5S per la linea dura

Per Italia Viva, invece, tenere chiuse le scuole “e lasciare aperto il resto è inutile e sbagliato. Se devono chiudere allora è preferibile un lockdown generale e breve per poi cercare di riaprire tutto in sicurezza“. Nel M5S c’è Luigi Di Maio che già mette le mani avanti: “Stiamo entrando nella terza ondata del Covid. Secondo i dati scientifici che abbiamo, il picco lo avremo a fine mese. Questo inevitabilmente ci spinge a misure più restrittive per cercare di fermare il trend dei contagi”.

Draghi, che ieri ha parlato alla nazione, puntando tutto sul piano vaccini, ha in qualche modo preparato il campo per i nuovi divieti in arrivo. Necessari, appunto, per non ostacolare la campagna vaccinale (sempre se le fiale arriveranno).

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. e il popolo boione si limita a lamentarsi o è contento. quanto vi odio tutti italioti senza palle e/o covidioti

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