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Roma, 9 feb – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella questa mattina ha rilasciato una dichiarazione molto importante che riguarda il ricordo della tragedia delle foibe ma anche le effettive motivazioni che portarono all’eccidio degli italiani giuliano dalmati; per Mattarella, infatti, quella operata ai danni dei nostri connazionali fu una vera propria “pulizia etnica”.

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Mattarella: “Ricordare sofferenze degli istriani”

“Il “giorno del Ricordo”, istituito con larghissima maggioranza dal Parlamento nel 2004, contribuisce a farci rivivere una pagina tragica della nostra storia recente, per molti anni ignorata, rimossa o addirittura negata: le terribili sofferenze che gli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia furono costretti a subire sotto l’occupazione dei comunisti jugoslavi” si legge sul sito ufficiale del Quirinale. “Queste terre, con i loro abitanti, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, conobbero la triste e dura sorte di passare, senza interruzioni, dalla dittatura del nazifascismo a quella del comunismo”.

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“Una vera e propria pulizia etnica”

“Quest’ultima scatenò, in quelle regioni di confine, una persecuzione contro gli italiani, mascherata talvolta da rappresaglia per le angherie fasciste, ma che si risolse in vera e propria pulizia etnica, che colpì in modo feroce e generalizzato una popolazione inerme e incolpevole” senza esitazioni il presidente della Repubblica definisce quindi il martirio dei giuliani l’effetto di una volontà di cancellare le più remote tracce di italianità dalle zone di confine con la Slovenia.

“Odiosa ostilità per i profughi”

Mattarella continua col definire questi tragici eventi come “una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono – per superficialità o per calcolo – il dovuto rilievo”. “Questa penosa circostanza pesò ancor più sulle spalle dei profughi che conobbero nella loro Madrepatria, accanto a grandi solidarietà, anche comportamenti non isolati di incomprensione, indifferenza e persino di odiosa ostilità”; ricordiamo infatti come vennero trattati gli esuli istriani una volta saliti sul cosiddetto Treno della vergogna – il convoglio ferroviario che nel 1947 trasportò ad Ancona gli esuli italiani furono costretti ad abbandonare Istria, Quarnaro e Dalmazia. Alla stazione di Bologna, dai microfoni di ferrovieri sindacalisti Cgil e iscritti al Pci, fu diramato questo annuncio: “Se i profughi si fermano per mangiare, lo sciopero bloccherà la stazione”. Il convoglio con gli esuli istriani venne preso a sassate, altri lanciarono pomodori, sputarono sui profughi. Altri, ancora, arrivarono a buttare addirittura il latte destinato ai bambini istriani, che versavano in grave stato di disidratazione.

“Deprecabile negazionismo militante”

“Esistono ancora piccole sacche di deprecabile negazionismo militante” appunta Mattarella. “Ma oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi. Questi ci insegnano che l’odio la vendetta, la discriminazione, a qualunque titolo esercitati, germinano solo altro odio e violenza“. Mattarella ricorda correttamente come solo la tenacia degli esuli giuliano dalmati e dei loro discendenti sia riuscita a tenere vivo il ricordo dei loro caduti. E oggi, sebbene sia una ricorrenza dolorosa, avere un presidente della Repubblica che finalmente definisce quanto accaduto al confine italiano “pulizia etnica” è una grande vittoria.

Ilaria Paoletti

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9 Commenti

  1. Grande vittoria? Non mi pare. Il Presidente, con la sua solita faziosità, cita solo “subire sotto l’occupazione dei comunisti jugoslavi”…. E gli” eroici” partigiani rossi nostrani?

  2. Una esternazione di onestà personale alla F.Cossiga…?! (Essi) sono Benvenuti (Nino!), ma, a differenza sua, a scoppio tanto, ma tanto ritardato… Si dice meglio tardi che mai!
    Forza e coraggio…, forse siamo ancora in tempo a salvare “baracca e burattini”. Poi vedremo il da farsi.

  3. Per il Presidente Mattarella: era ora che la più alta carica dello Stato avesse a ricordare il tragico evento , che per quanto riguarda l’Italia è d’associare con forza e veemenza all’eccidio degli Ebrei ; Le alte cariche dello Stato hanno da sempre vigliaccamente taciuto sul crimine perpetrato dal Maresciallo Tito a danno del Popolo Istriano , è stato un affronto gratuito ai danni dell’Italia, chi In questi anni trascorsi non ha ricordato ,o ne ha impedito il ricordo , si passi la mano sulla coscienza. SI PUO’ DEFINIRE SOLO VIGLIACCO!

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