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Roma, 1 ott – Il destino dell’Italia? Diventare l’enorme hotspot del Vecchio continente. Lo profetizza un impietoso Alessandro Meluzzi, che ieri, in collegamento con Quarta Repubblica su Rete Quattro, ha dipinto un panorama a tinte foschissime – ma assai verosimili – di ciò che ci aspetta nei prossimi anni se non verrà posto alcun freno alle scellerate politiche immigrazioniste messe in campo dall’attuale esecutivo. «Sarà una catastrofe, non solo demografica, culturale,  soprattutto economica: queste persone non vengono a pagarci le pensioni ma a prendere le pensioni», è il grido di allarme dello psichiatra. «Molti migranti hanno un costo improduttivo per l’erario italiano che produrrà degli effetti inimmaginabili a breve tempo». L’Italia si trova in una situazione di estrema vulnerabilità. completamente sguarnita e lasciata in balia di scafisti e Ong, «non è il ventre molle, è il ventre mollissimo di questa Europa. È stato deciso in qualche modo che questo sia un grande campo profughi, un grande hotspot della migrazione africana e afro-islamica».

Secondo Meluzzi, la cosiddetta «accoglienza» non ha più nulla a che vedere con «l’umanitarismo, ma solo con un differenziale economico». E poi ancora: «La questione della cooperazione è un peana che rappresenta una fiera balla che io sento ripetere dagli anni ’80. Come se noi dovessimo risolvere il problema del differenziale economico e geopolitico tra l’Europa e l’Africa partendo dai contributi della Farnesina». Il professore, la cui ultima fatica letteraria, il libro Attacco alla famiglia, uscirà il 7 ottobre per Altaforte Edizioni con prefazione di Diego Fusaro, parla con toni rassegnati : «Prepariamoci a diventare un grande hotspot e mangiare cous cous e chissà, magari vivremo benissimo», sentenzia sarcasticamente. E conclude: «Sono piegato ad una assoluta rassegnazione – ammette poi Meluzzi – è stato deciso che l’Italia sia un grande campo profughi, quindi conviene prepararsi».

Cristina Gauri

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