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Agrigento, 23 set — L’ennesimo episodio di fuga dal famigerato centro di accoglienza di Villa Sikania di Siculiana, in provincia di Agrigento, teatro di continue evasioni, rivolte violente, incendi e fughe di clandestini: stavolta a eludere i controlli e allontanarsi dalla struttura sono stati due tunisini, che una volta liberi hanno molestato tre ragazzini alla fermata del bus. 



Due tunisini fuggono e molestano tre ragazzini

Le vittime sono due sorelle di 15 e 18 anni e un ragazzino di 14 anni che aspettavano il passaggioo dell’autobus. Fortunatamente i tre se la sono cavata solo con un grande spavento. I due tunisini, una volta fuggiti dal centro, avevano raggiunto la fermata degli autobus di piazzale Rosselli ad Agrigento. Lì avevano incontrato i tre ragazzi e li avevano aggrediti con parole sconce e toccandosi le parti intime. Sebbene impauriti, i tre avevano avuto la presenza di spirito di reagire e chiedere telefonicamente l’intervento delle forze dell’ordine. Dopo alcuni minuti i carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile giungevano sul posto.

La cattura

Alla vista dei militari, i due tunisini se l’erano data a gambe, ma la loro fuga è durata pochi metri. Una volta perquisiti, gli stranieri sono stati trovati in possesso di un cartellino di Villa Sikania con le informazioni riguardo alla loro permanenza in Italia. E’ così emerso che i due erano sbarcati a Lampedusa lo scorso primo settembre, e da lì erano stati trasferiti nell’ex hotel che ospita i minori non accompagnati in attesa del completamento della quarantena anti Covid. I due tunisini sono stati denunciati per il reato di molestie sessuali e sono stati riportati al Villa Sikania.

Tristemente noto per essere diventato, negli anni, un centro di accoglienza-colabrodo da dove è più facile evadere che entrarvi, l’ex hotel è stato anche teatro di una tragica morte. Nel settembre 2020 un immigrato in fuga dalla struttura era stato travolto da un’auto ed era morto lungo la strada statale 115. Si trattava di un giovane cittadino eritreo di vent’anni, arrivato nella struttura un paio di mesi prima. Nell’incidente erano rimasti coinvolti anche i tre agenti che lo stavano inseguendo per bloccarlo e riportarlo al centro, anch’essi travolti dalla stessa vettura.

Cristina Gauri



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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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