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Milano, 5 ott – La sua colpa? Opporsi alla realizzazione di una moschea a Milano. E così sulla euro-parlamentare leghista Silvia Sardone si è abbattuto un oceano digitale di insulti e di pesanti minacce da parte di utenti di Internet, in moltissimi casi legati, a quanto appare dai loro profili, all’islamismo.

Una sequenza di insulti di rara ferocia, di cui Il Giornale pubblica alcuni screenshot in esclusiva: materiale che dovrebbe far immediatamente ululare femministe, politiche di sinistra e opinioniste sempre attente ai diritti delle donne: “Putt…”, “merd..”, “razzista del c…”. E ancora: “Schifosa”, “figlia di tro…”, “zocc…” e così via. Questo il tenore dei messaggi. Di solidarietà e di indignazione a sinistra, ovviamente nessuna traccia. Per altro la Sardone era stata di recente violentemente attaccata dal parlamentare di Italia Viva Gianfranco Librandi, il quale, nel corso della trasmissione Dritto e rovescio, le aveva detto che in futuro sarebbe finita a pulire i bagni degli africani. Anche in questo caso, da sinistra e femministe nessuna solidarietà.

Tutto ha origine perché la Sardone si sta opponendo alla costruzione di una moschea in Via Novara, area che il Comune di Milano ha individuato per l’opera. Apriri cielo: tale Otman, con fare minaccioso e intimidatorio, le scrive «forse non hai capito…», mentre altri vanno ancora più per le spicce augurandole di morire bruciata. Immancabili le minacce di stupro; proprio questo screenshot, uno dei più impressionanti per violenza, è stato pubblicato sui profili istituzionalidi molti parlamentari della Lega che stanno solidarizzando con la euro-parlamentare. Si legge nello specifico “noi stranieri ti entriamo in casa e ti stupriamo”.

La Sardone ha commentato l’episodio con un vibrante post su Facebook: “Questi insulti, moltissimi dei quali provenienti da profili di stranieri evidenziano, una volta di più, che c’è un odio latente verso coloro che osano chiedere regole, controlli, sicurezza in merito al tema delle moschee”. Il suo attacca non risparmia nemmeno l’amministrazione milanese a guida Pd: “non saranno queste minacce di stupro o di morte a fermarmi dal denunciare la sottomissione del Pd a certe comunità islamiche e i rischi per la città. Ho già dato mandato al mio avvocato per denunciare questa gentaglia. Continuerò a stare al fianco dei cittadini che chiedono la chiusura delle moschee abusive, dopo aver ascoltato per anni le promesse del Sindaco Sala ed essere poi rimasti delusi”. L’europarlamentare conclude poi così: “Noi chiediamo un atteggiamento pragmatico e di non andare contro la volontà dei cittadini fortemente contrari a questa scelta e del Consiglio Comunale che già si era espresso opponendosi alla moschea in via Novara. Ribadisco che le minacce di questi frustrati non mi fermeranno, la nostra battaglia a testa alta al fianco dei milanesi che dicono no alla moschea continuerà”.

Cristina Gauri

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