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Roma, 31 gen – I fanatici dell’accoglienza ritengono ci sia una percezione errata della questione immigrazione. L’emergenza non esiste, mentre l’invasione sarebbe una bufala dei sovranisti. Per questo abbiamo analizzato gli sbarchi in Italia e i numeri delle richieste d’asilo dal 2013 al 2019, utilizzando i dati pubblicati dal Viminale e trasformandoli in grafici per una semplice lettura.

Nazionalità dei richiedenti asilo in percentuale

Quante volte la sinistra e i giornali allineati hanno dichiarato che “i migranti scappano dalle guerre e dalla fame”? I dati aggregati 2013-2019 dei richiedenti asilo svelano la verità. Il 70 per cento degli immigrati provengono da Paesi in pace e che presentano PIL in costante crescita: Nigeria, Pakistan, Gambia, Bangladesh, Mali, Senegal, Costa d’Avorio, Ghana e Guinea. Per trovare il primo vero Stato in guerra, dobbiamo arrivare fino al quattordicesimo posto (l’Iraq con 1,3 per cento degli immigrati sbarcati). Dalla Siria invece, sono arrivate solo 3438 persone (lo 0,6 per cento). Di Eritrea e dei profughi sedicenti eritrei abbiamo già scritto in precedenza, e comunque rappresentano solo il 3,1 per cento del totale.

Genere e età dei richiedenti asilo

Quante volte la sinistra e i giornali allineati hanno parlato di donne e bambini a bordo dei barconi? I dati aggregati affermano un’altra realtà: l’85 per cento dei richiedenti asilo sono stati uomini (solo il 15 per cento donne), mentre i “minori non accompagnati” sono stati il 6 per cento del totale e i “minori accompagnati” il 4 per cento. Addirittura, nel 2019, nessun “minore accompagnato” è stato registrato tra i richiedenti asilo. Quindi si può affermare che i nuclei familiari sbarcati in Italia, quelli che veramente potevano scappare da qualcosa, sono stati una percentuale irrilevante.

Esiti della richiesta d’asilo e clandestini

Quante volte la sinistra e i giornali allineati hanno parlato di “percezione errata” riguardante il numero di immigrati presenti sul territorio nazionale, affermando che “i rifugiati accolti in Italia sono numericamente inferiori a quelli di altri Paesi europei“? Sulle 480 mila richieste di asilo effettuate dagli immigrati sbarcati dal 2013 al 2019, ben il 61 per cento hanno ricevuto il diniego alla protezione internazionale, nonostante l’anomalia, solo italiana, della protezione umanitaria concessa al 19 per cento dei richiedenti asilo.

In Italia sono sbarcati circa 702 mila immigrati dal 2013 al 2019. Di questi, hanno presentato richiesta d’asilo solo il 73 per cento. La maggioranza del rimanente 27 per cento rimanente si è reso irreperibile dopo lo sbarco, scappando dai centri di accoglienza perché conscio di non possedere i requisiti per la protezione internazionale. Sommando i dinieghi all’asilo e i non richiedenti asilo, possiamo stimare che 480mila siano i clandestini sbarcati in Italia dal 2013 al 2019, a cui si aggiungono i clandestini arrivati con i cosiddetti “sbarchi fantasmi” (immigrati sbarcati senza essere stati identificati dalle Forze dell’Ordine) e gli immigrati a cui è scaduto il permesso di soggiorno ma rimasti sul territorio nazionale. Fondazione Ismu ha stimato che i clandestini presenti in Italia siano 530mila.

Trend degli sbarchi

Le responsabilità politiche

Quante volte la sinistra e i giornali allineati hanno affermato che l’immigrazione è “inevitabile” e dipende da fattori geopolitici (push factor)? Osservando il trend degli sbarchi in Italia dal 2010 al 2019, è semplice capire che quanto sostenuto per anni sia solo una fake news e che gli sbarchi siano aumentati a causa del pull factor. Infatti, nel 2012, dopo le partenze dai Paesi di origine causate dalla destabilizzazione delle Primavere Arabe del 2011, gli sbarchi in Italia si erano ridotti a 13mila. Gli arrivi in Italia di immigrati sono ripresi, con numeri da invasione, nel 2013 quando è iniziata la missione italiana “Operazione Mare Nostrum” (150.000 immigrati arrivati in un anno, dall’ottobre 2013 all’ottobre 2014).

Cancellata Mare Nostrum, gli sbarchi hanno subito una tempestiva diminuzione, per tornare a livelli di emergenza con l’avvio della missione europea “Operazione Sophia” e l’inizio delle operazioni di “ricerca e salvataggio” delle Ong. Infatti, il picco degli sbarchi si tocca nel 2016, per poi diminuire nel luglio 2017 con l’accordo Italia-Libia e il Codice di condotta delle Ong dell’allora ministro Marco Minniti, che ha portato al ritiro delle tre organizzazioni più strutturate (Medici senza frontiere, MOAS e Save the chlidren). Il governo gialloverde, insediato nel giugno 2018, ha portato ad un’ulteriore diminuzione degli sbarchi, grazie soprattutto ai Decreti Sicurezza di Matteo Salvini. Con il governo giallofucsia nominato nel settembre 2019, gli sbarchi hanno iniziato a crescere nuovamente, grazie alla politica dei “porti aperti” e al rapporto di collaborazione con le Ong.

Francesca Totolo

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3 Commenti

  1. bisognerebbe monitorare il Gambia: sulla cartina è grande come uno sputo eppure è tra i maggiori esportatori di uomini, che sempre più spesso sono protagonisti di fatti di delinquenza. Da approfondire

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