Roma, 27 apr – Golpe in salsa diplomatica o mero scontro tra rappresentanti del governo di Mogadiscio? Quel che è certo è che l’ambasciata della Somalia a Roma è in preda a uno scontro surreale. Il nuovo diplomatico, nominato dall’esecutivo somalo, si è infatti barricato da circa 20 giorni all’interno della sede diplomatica nel quartiere Prati, in via dei Gracchi. Ahmed Adbirahman Nur, cugino dell’attuale presidente somalo Mohamed Abdullahi Farmajo, si sarebbe difatti insediato senza attendere la fine del mandato del predecessore Mohamed Abdirahman Sheik Issa.

Cosa è successo all’ambasciata della Somalia a Roma

Un blitz avvenuto la notte del 7 aprile scorso, con il nuovo diplomatico (con la carica di “incaricato di affari”, un reggente dunque più che un ambasciatore vero e proprio) che avrebbe letteralmente sfrattato il vecchio inquilino, forzando le serrature e barricandosi all’interno dell’edificio. Stando a quanto riportato da Repubblica, l’occupante ha portato con sé un fabbro e un falegname, sfondando le porte dell’ambasciata, cambiando le serrature e cambiando le chiavi. A quel punto ha praticamente preso possesso del villino. Quando il giorno seguente il predecessore ha tentato di entrare nella sua vecchia casa, ha trovato l’ingresso completamente sbarrato.

Scontro di potere?

Issa, che da 4 anni figurava come reggente della sede diplomatica della Somalia a Roma, sostiene inoltre che il successore si sarebbe appropriato di documenti top secret custoditi nell’ambasciata e ha denunciato lo sfratto al commissariato Prati, invocando la “protezione diplomatica”.
“È in pericolo la mia incolumità personale quale ambasciatore in carica” e ora “la rappresentanza diplomatica si trova in stato di sequestro”, avrebbe dichiarato il diplomatico sfrattato agli investigatori. Di per sé questa incredibile vicenda potrebbe far pensare a una mera schermaglia tra diplomatici, ma non è improbabile che rifletta in realtà scontri di potere in seno al governo somalo. Uno dei tanti a cui purtroppo ci ha abituato, negli anni, la martoriata ex colonia italiana.

Alessandro Della Guglia

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