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olanda minigonnaAmsterdam, 30 mar – Prove tecniche di sottomissione. A Nieuw West, popoloso distretto di Amsterdam di 130 mila abitanti, l’amministrazione comunale ha diramato il seguente divieto: “Le dipendenti non devono indossare una gonna o un vestito che arrivino sopra il ginocchio, e gli stivali al ginocchio sono inappropriati durante il lavoro al banco“. Più che di reminescenze quacchero-protestanti, la controversa circolare sembra essere intrisa di un progressismo tra i più autolesionisti, quello alla “Welcome Refugees” e gessetti colorati per intenderci, visto che la battaglia contro la minigonna è intrapresa con l’unico scopo di non urtare gli immigrati e gli abitanti di fede islamica. Nieuw West infatti, periferia ovest di Amsterdam, è un po’ la Molenbeek della capitale olandese, vista l’alta densità di abitanti di origine africana e medio orientale, quasi tutti musulmani.



Gente quindi abituata a vedere le donne piuttosto coperte, che alla vista di una minigonna e di vestiti succinti potrebbero perdere il senno. Colpisce (ma alla fine nemmeno più di tanto) che a firmare la circolare sia stata proprio una donna, la quale è arrivata a minacciare anche provvedimenti amministrativi contro le dipendenti “spudorate” che non si atterranno alle direttive. Colpisce il fatto che tale provvedimento arrivi proprio dall’Olanda, nazione celebre per lo spirito “liberal” e per i costumi non esattamente stile Democrazia Cristiana. Non sono ovviamente mancate le reazioni a tale provvedimento, non solo sui social dove è montata la rabbia e l’ironia nei confronti dell’amministrazione di Nieuw West, ma anche a livello politico. “Questa è sottomissione all’Islam”, ha tuonato il populista Geert Wilders.

Il Comune di Amsterdam ha in ogni caso assicurato che “non esiste alcun bando sulle minigonne”, specificando che la circolare faceva riferimento ad una discussione interna, ricordando in ogni caso su Twitter che i “dipendenti pubblici al banco dovrebbero vestire in modo lindo e curato, rappresentativo e professionale, e sta a loro decidere come farlo”. Letteralmente si utilizza l’espressione “netjes kleden”, che sta per “lindo vestire”. Insomma tra divieti, marce indietro, precisazioni, ci si capisce poco. In ogni caso il divieto è stato ignorato dalle dipendenti, visto che con l’arrivo del “rokjesdag”, il primo giorno di primavera, hanno abbandonato i pantaloni per le minigonne, una sorta di tradizione non scritta in Olanda. E si sa, le tradizioni vanno difese.

Davide Di Stefano

 

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12 Commenti

  1. Ma con tutte le cose serie che accadono perchè parlare di queste stronzate? Perchè alimentare l’odio con finte notizie?

    • Alimentare l’ odio con “finte notizie”?

      Ma ti rendi conto di quello che hai scritto? No, non te ne puoi rendere conto, accecato come sei dalla tua ideologia.

      A proposito, salutami Alice e Bianconiglio, lo Stregatto, il Cappellaio Matto, Biancaneve ed i Sette Nani e, se passano di lì, anche i Puffi… tanto nel tuo mondo, penso ci siano tutti, ed anche qualcuno in più.

      • certo, me ne rendo conto. Tu invece ti rendi conto di non aver scritto nulla, ma di aver usato solo della sterile ironia, probabilmente perchè non sai come rispondere perchè non hai nulla da dire e sai di essere in torto?

  2. Caro Benedetto l’odio lo alimentate voi sinistrosi, con la vostra retorica ipocrita facendo leva sui sentimenti di odio e rivalsa degli invasori allogeni e ogni scarto umano. Vatti a sfogliare l’Huffington Post e Vice ovvero la carta igienica virtuale per infimi come te.
    Saluti e disistima

    • sinistrorso de che? mai votato a sinistra in vita mia. Anzi, ti informo che fino a quando esisteva io votavo an, quindi hai scritto una bella fesseria. Io non alimento un bel nulla. La tua accusa è ridicola ed esula dal merito della questione. E non mi stupisco. Avete torto marcio quindi dovete per forza buttarla in caciara, sul personale, cambiando argomento. Ps complimenti per l’educazione. I tuoi genitori saranno molto orgogliosi di te.

  3. Di cosa dobbiamo parlare, benedetto? Del fatto che sei notoriamente un coglione? Non è una notizia serie, e d’altronde è già nota. Non alimentare il disprezzo che proviamo per te con questi interventi da piccolo, stupido, strillatore politicamente corretto, dài!

    • Complimenti per l’educazione, i tuoi genitori saranno molto orgogliosi di te. Ma non mi stupisco. Avete torto marcio quindi dovete per forza buttarla in caciara, sul personale, cambiando argomento.

      • L’ unico che ha torto marcio, qui sei tu.

        Sterile ironia? Si certo, sterile perché ha toccato te.

        Non saper cosa risponderti? Se ti dovessi rispondere, ti sotterrerei. Lascio perdere, solo per educazione nei confronti della redazione di PN.

        Salutami il Cappellaio Matto, eh.

  4. La questione è di principio: se devi cambiare i tuoi costumi in funzione degli “emigranti” è ovvio che tu ti ribelli. Non c’è miglore scuola di razzismo che chiedere a qualcuno di modificare in casa propria la propria cultura per “accettare” (in realtà farsi accettare da) un altro; chi non lo capisce o è un imbecille o un traditore. Fini, ad esempio, è un traditore.

  5. Caro benedetto, non ha mai votato a sinistra in compenso hai votato la destra “moderata” e perbene ovvero quella che calato le braghe e ha seguito il pifferaio di Arcore e adottando i suoi “valori” (bunga-bunga, dudù, Lele Mora ecc..) e si è inginocchiata ai sionisti. Entrando nel merito della questione io direi che gli islamici si mostrano loro incompatibili sollevando pretese assurde e noi occidentali “perbene” dobbiamo “comprendere” “capire” “non urtare la loro sensibilità”. Sai caro Benedetto, quando cose mi turbano nella vita, a cominciare dalle turbe di allogeni, psicopatici, gente di ogni risma che gira nelle strade e che vedo tutti i giorni, ma le istituzioni mica si preoccupano dei miei turbamenti, anzi!
    P.S: L’educazione la riservo alla gente che vuole capire, di te e gente peggio di te, mi ha stufato fare il finto gentile!

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