Roma, 28 set — Un inferno durato 24 ore: è quanto subito da una donna romana di 54 anni picchiata, sequestrata e stuprata per un giorno interno da due spacciatori africani al parco del Torrione, nel quartiere del Pigneto. Nella nicchia hipster e multiculturale della Capitale, assediata dagli spacciatori di origine straniera che ogni sera percorrono senza sosta le vie del quartiere, fornendo stupefacenti alla gioventù alternativa e borghese che si destreggia tra un aperitivo e una serata musicale. Sui pusher  Barry Soulaymane, 37 anni, e Ousman Sankareh, 25 anni gravano ora le accuse di violenza, lesioni, sequestro di persona, rapina e spaccio. Oggi il gup deciderà se spedirli a processo.

Pusher africani sequestrano e stuprano donna per 24 ore 

I fatti sono avvenuti il pomeriggio del 23 dicembre 2021. La vittima, giunta al Torrione in cerca di droga, è accompagnata da un conoscente, che le indica i due pusher e successivamente si allontana. A quel punto inizia l’inferno per la donna, che viene condotta in una grotta all’interno del parco. Ne uscirà solo 24 ore dopo. I due africani le sono addosso non appena lei fa il suo ingresso nell’antro. Un tentativo di fuga è subito represso con le botte e sotto la minaccia di un coltello. «Mi hanno chiesto di consegnargli il cellulare e i soldi che avevo nel portafoglio (400 euro). Io mi sono rifiutata e loro mi hanno preso a schiaffi, calci e pugni», racconterà alle forze dell’ordine. «Ho cercato di scappare più di una volta ma non ci riuscivo, mi riprendevano sempre e mi buttavano su un materasso».

La cattura 

Un giorno intero di stupri e botte, inferte senza alcuna pietà. «Nonostante le suppliche e le preghiere loro continuavano. Alla fine distrutta e stremata ho perso i sensi. Ricordo di essermi svegliata la mattina con i due al mio fianco». Quando si risveglia, l’incubo riprende. Sarà proprio un connazionale dei due aguzzini a salvare la 54enne, avvertendo un cugino di lei delle atrocità che si stavano consumando nella grotta. L’uomo arriva quindi sul posto, preleva la parente dal luogo dello stupro e la porta in ospedale per le cure del caso. Poi scatta la denuncia. La squadra mobile riuscirà ad acciuffare i due africani qualche giorno dopo.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. Allora, io non commento come sarebbe giusto commentare; ma chiedo a tutti i lettori di questo articolo: A cosa servirà la denuncia ? A cosa servirà l’aver acciuffato i due africani ?

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