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Roma, 27 set –  “Le campane che dovrebbero attirarci a Dio, attirano le bestemmie”. E’ il titolo choc dell’ultimo bollettino parrocchiale di Ospedaletti, in provincia di Imperia. A scriverlo è stato il parroco, don Michele Da Silva, che nel suo articolo riporta il decreto vescovile in cui si descrive la storia delle campane e l’apposito regolamento. Secondo don Michele quello delle campane è un grosso problema, che “esiste da sempre, da quando la buon’anima di don Martelletti ha fatto costruire il campanile”.



Davvero le campane attirano bestemmie?

Eppure, scrive il prete, “non capisco perché questa avversione: le campane suonano cinque volte al giorno per non più di tre minuti complessivi. Alle 12 e alle 20 salutano la Madonna, mentre negli altri momenti annunciano messa e rosario e c’è una pausa dalle 12 alle 17. Ogni volta suonano non più di 30 secondi”. Ma davvero qualcuno se la prende con il quotidiano “din don” delle campane? In questo comune ligure pare proprio di sì, c’è almeno una donna particolarmente infervorata. Talmente tanto da scendere in piazza e accompagnare il suono delle campane della chiesa del Cristo Risorto con un novero indicibile di bestemmie.

Don Michele non ci sta

Una blasfema abitudine che sconcerta e non poco don Michele. “Ho ricevuto tantissime telefonate, da parte dei vicini scandalizzati. Io non l’ho sentita altrimenti l’avrei rimproverata“, dice il prete che non specifica poi di non aver segnalato questi episodi ai carabinieri anche per non piegarsi a quelle che definisce “chiacchiere da comari”. D’altronde la blasfemia non è più un vero e proprio reato, ma soltanto un illecito amministrativo. Fu infatti depenalizzata nel 1999 e se individuata prevede una sanzione da un minimo di 51 euro a un massimo di 309. Adesso però don Michele vorrebbe confrontarsi con la donna che usa bestemmiare al suon delle campane, per convincerla a desistere. “Sono disponibile a ricevere chiunque voglia dialogare”, dice il sacerdote.

Alessandro Della Guglia



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