Pavia, 28 set – Sono stati tutti assolti in primo grado gli undici imputati accusati di aver fatto il saluto romano durane la commemorazione di Emanuele Zilli, militante del Movimento sociale italiano ucciso a Pavia nel 1973, del 5 novembre 2016 e che ogni anno ricorda il sacrificio di un giovane, morto dopo tre giorni di coma. Gli undici sono stati assolti in quanto il fatto non sussiste.

L’Anpi contro il ricordo di Emanuele Zilli

Il processo, che vede gli accusati difesi dall’avvocato Luciana Taveggia, era nato da un’opposizione al decreto penale di condanna degli imputati, i quali erano accusati della violazione della legge Scelba. La segnalazione in procura era stata fatta dall’Anpi, l’organizzazione aveva preso di mira la consueta commemorazione cittadina autorizzata in memoria di Zilli organizzando inoltre una provocatoria contromanifestazione non autorizzata. Il momento di ricordo in onore del militante missino si era svolto nella compostezza e senza problematiche legate all’ordine pubblico, nessuna reazione alle provocazioni portate avanti dal presidio antifascita.

Temi pretestuosi e senza fondamento

Il solito tatrino messo in piedi dall’Anpi trova il suo naturale epilogo anche per gli eventi di Pavia, con l’ennesima assoluzione davanti al tribunale. In ogni parte d’Italia arrivano sentenze simili, a dimostrazione della natura assolutamente pretestuosa delle denunce portate avanti dai nuovi partigiani, i quali, nonostante l’inutilità delle loro azioni, non riescono ad abbandonare il loro tradizionale spirito delatore.

Andrea Grieco

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