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Milano, 17 dic – E’ bufera da ieri intorno al Pirellone. Il consiglio di Regione Lombardia ha infatti bocciato l’ordine del giorno presentato dal M5S – che ha incassato anche i voti dem – per illuminare la facciata di Palazzo Pirelli con una scritta in onore del Gay Pride meneghino, che si svolgerà il prossimo 27 giugno. La Lombardia non si piega quindi ai diktat Lgbt. Del resto, quello di ieri non è la prima bocciatura di iniziative pro Gay Pride: già nel 2017 l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale aveva negato il patrocinio alla manifestazione. Lo stesso rifiuto è stato confermato lo scorso anno dal governatore leghista Attilio Fontana, he aveva descritto il Pride come una “manifestazione divisiva”.



Le proteste

Una bocciatura che ha provocato le prevedibili reazioni di sdegno di grillini e sinistra varia: “Si tratta di un atteggiamento razzista del centro destra in Consiglio regionale – denuncia Marco Fumagalli, capogruppo M5s in Regione Lombardia – Si trattava di sostenere una manifestazione di democrazia e civiltà che ogni anno sottolinea l’importanza della lotta alla discriminazione e dell’accoglienza. È un atto gravissimo perché va contro alla tutela dei diritti civili”. E aggiunge: “Se il Pirellone è stato illuminato durante il Family Day, perché non deve fare altrettanto per il Gay Pride?”.

La Lega: “Il Pride? Una baracconata”

Secca la risposta del consigliere leghista Massimiliano Bastoni, che ha definito il Pride “una baracconata che non rappresenta nemmeno tutti gli omosessuali. Non riteniamo che Regione Lombardia debba pubblicizzare un evento che rappresenta una piccolissima parte della comunità omosessuale. È un semplice spettacolo, un’ostentazione. Non diamo il supporto, dunque, a uno spettacolo che ha poco a che vedere con i diritti civili“. Una posizione ribadita anche dal presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi. “Spiace, ma proprio non si poteva illuminare il Pirellone per il Gay Pride”, afferma “Palazzo Pirelli rappresenta tutti, è il palazzo di tutti i cittadini lombardi e non abbiamo mai dato il permesso di illuminazioni a manifestazioni o altro che fossero di parte – continua il presidente del Consiglio lombardo – Di proposte per illuminare il palazzo ne arrivano tante, ma se non hanno un carattere generale, se non c’è un obiettivo o un motivo che rispecchi le sensibilità di tutti, non si può fare. Spiace quindi che i 5 stelle abbiano presentato questo ordine del giorno”.

Arcigay: “Ce lo aspettavamo”

“Non stupisce, ma dispiace”, ha così commentato Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. “Purtroppo c’era da aspettarselo dalla Regione Lombardia per le prese di posizione degli anni passati, come quando illuminò con la scritta ‘Family day’ Palazzo Pirelli”. E conclude: “La Lombardia è una regione che viene percepita come la locomotiva del Paese, ma poi non riesce a dimostrare di essere in linea con il resto d’Europa sulla promozione dei diritti civili. Negli ultimi anni Milano ci ha sempre sostenuti, mentre la Regione non riesce a dare sostegno a manifestazioni per l’uguaglianza dei diritti civili dei suoi cittadini”.

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Sarebbe ora che medici e aziende farmaceutiche si dessero da fare per curare questi malati che elegantemente vengono chiamati gay ma sono stati colpiti da questa grave forma di malattia sia fisica che psichiatrica.

    • Perché?.. voglio dire.. perché dovresti scrivere una cosa che potrebbe costarti una denuncia?.. per cosa poi? fare un pensiero fascista in un giornale da due soldi.. mi vergognerei a essere vostro figlio..

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