Firenze, 14 mag — «Vedi di farti accompagnare sennò ti spezzo pure l’altra gamba» così la professoressa di un liceo artistico di Firenze si è minacciosamente rivolta alla propria studentessa — una ragazzina di 14 anni — durante una lezione in Dad. A quanto pare l’insegnante ma tollerava l’assenza della ragazza, che da alcune settimane seguiva le lezioni da casa a causa di una brutta distorsione al ginocchio. A tal punto da minacciare l’alunna, un’adolescente con problemi di apprendimento traumatizzata dalle parole della prof. 

La prof minaccia 14enne in Dad

I fatti si sono svolti lo scorso 5 marzo. Quel giorno online c’erano anche i suoi compagni, come prevede l’alternanza tra presenti in classe e studenti in Dad. La professoressa durante la spiegazione apostrofa così la ragazza in Dad: «Smetti di stare a casina a coccolarti la gamba e vieni a scuola che vogliamo vederti in presenza e sono sicura che venerdì prossimo la tua gamba starà bene». Poi, la frase di minaccia. L’adolescente «ha chiuso l’audio e si è messa piangere, non sapeva più che cosa fare», raccontano i genitori. Mamma e papà cercano di consolarla, ma il giorno stesso scrivono alla preside, alla docente e all’ufficio scolastico, chiedendo le scuse dell’insegnante e un provvedimento disciplinare.

Le indagini

Nessuna risposta arriva dalla scuola, finché la famiglia della 14enne minacciata perché in Dad decide di rivolgersi ad un avvocato, il legale Pierluigi D’Antonio, che il 2 maggio scrive all’ufficio scolastico, alla preside e al ministro Patrizio Bianchi. «Non c’è stata finora alcuna risposta. L’unica che mi ha risposto è stata la preside, il giorno dopo telefonicamente, sorpresa, dicendo che non c’era nessun provvedimento disciplinare e che la docente era stata redarguita» spiega al Corriere. «Non è vero che non è stato fatto nulla, la questione è stata affrontata nel consiglio di classe» ribatte la preside dell’istituto.«La docente inoltre non è mai stata contattata dai genitori durante le ore di ricevimento». L’ufficio scolastico annuncia di avere aperto un’indagine per appurare i fatti. 

Cristina Gauri

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