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Roma, 21 nov – Ancora due settimane di misure restrittive e poi scatterà la decisione di concedere una maggiore libertà agli italiani a ridosso delle feste. Sarebbe questa la strategia concordata tra governo e Regioni perché l’Italia arrivi al 3 dicembre – data in cui dovrebbe entrare in vigore il prossimo Dpcmcon una curva epidemiologica in discesa, quindi con la maggioranza delle Regioni arancioni o gialle.  



L’allentamento delle restrizioni riguarderà l’orario prolungato dei negozi, la riapertura dei centri commerciali il sabato e nei giorni festivi, l’apertura di bar e ristoranti la sera anche nelle zone arancioni, il coprifuoco esteso a mezzanotte. A quel punto l’attesa sarà di due settimane, fino al 17 dicembre, quando cioè verrà deciso – in base ai dati raccolti durante il monitoraggio – se sarà possibile mantenere gli allentamenti o si dovrà procedere con altri drammatici giri di vite.  «Fare previsioni di lungo termine non è possibile», è il ritornello di Palazzo Chigi, «il sistema di divisione per fasce non sarà modificato».

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Come abbiamo visto ieri, con l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza la zona rossa in Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta è stata prorogata di altre due settimane; questo nonostante i dati di Lombardia e Piemonte le pongano, tecnicamente,  già in zona arancione. E’ necessaria, infatti, una finestra di due settimane a consolidamento del dato positivo prima di cambiare fascia, e questo secondo il sistema di classificazione non può avvenire prima del 27 novembre. Da quel momento, se i dati saranno ottimali, si potrà pensare ad un cambio di colorazione.

In virtù di questo protocollo il destino di Campania e Toscana, diventate rosse il 13 novembre, verrà deciso non prima del 3 dicembre. Sempre in quella data verrà stabilita la riammissione o meno in fascia gialla di Emilia-Romagna e Marche, mentre il 2 sarà al vaglio la situazione della Liguria, arancione dall’11 novembre. Rimangono sotto la lente d’ingrandimento il Friuli-Venezia Giulia (arancione), il Molise (arancione) e il Veneto (gialla) che secondo i dati del monitoraggio «sono classificate con un rischio moderato ma con probabilità alta di progredire a rischio alto nel prossimo mese».

Strada ancora tutta in salita per l’Abruzzo, che da domani entra ufficialmente in fascia rossa, conclamando la decisione autonoma del governatore Marco Marsilio di chiudere tutto senza aspettare il parere degli esperti. Da segnalare il caso «atipico» del Lazio, i cui dati epidemiologici lo posizionano ancora in zona gialla e proprio «per evitare rischi» è stata firmata un’ordinanza per cui «nessuna attività commerciale al dettaglio e all’ingrosso può nei giorni feriali, festivi e prefestivi, proseguire la vendita al pubblico con accesso ai locali oltre le ore 21».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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