Roma, 20 nov – Abbiamo spesso contestato lo strumento del green pass e le modalità d’utilizzo di esso, convinti di dover tutelare le libertà personali degli italiani e dell’inefficacia di mezzi simili. A numerosi osservatori è apparso infatti chiaro, sin dal principio di nascita del certificato, che non vi fossero motivazioni strettamente sanitarie dietro alla creazione. Pertanto, è doveroso denunciare come il governo si sia reso fautore di una consistente limitazione delle libertà dei propri cittadini. Oltre che responsabile di un ingente danno economico.



In occasione dell’inizio della campagna vaccinale con la terza dose stiamo assistendo ad ulteriore dimostrazione di quanto espresso nei mesi scorsi. In primis, la scadenza d’efficacia del siero stesso intorno ai 6 mesi dall’inoculazione annulla di fatto le ragioni della durata annuale del certificato. Inoltre, la possibile scelta di ridurne la tempistica di validità da 12 a 9 mesi rappresenta l’inesistenza di motivazioni scientifiche che ne giustifichino la permanenza in società.

Terza dose e green pass: ennesima prova d’inaffidabilità di governo e Cts

Siamo dinanzi alla necessità di denunciare nuovamente le contraddizioni dell’esecutivo nella lotta all’emergenza sanitaria. Appare assurdo il preannuncio di possibili nuove limitazioni con la somministrazione della terza dose in notevole ritardo. Numerosi cittadini che hanno ricevuto il vaccino da più di 6 mesi sono ancora scoperti della nuova copertura sierologica. Insomma, senza terza dose ma con green pass valido.

Tale scenario dimostra l’assurdità delle scelte dell’esecutivo e l’inattendibilità del Comitato tecnico scientifico. Infatti, è probabile che nelle prossime settimane sia impedito l’accesso ai luoghi pubblici ad un non vaccinato, anche se negativo al tampone, mentre verrà concesso a chi possiede il certificato, pur non essendosi potuto nuovamente vaccinare. Sarebbe dunque quantomeno necessario l’annullamento delle limitazioni vigenti e del green pass stesso, con il ritorno immediato al rispetto della libertà di scelta degli italiani.

Tommaso Alessandro De Filippo

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