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Roma, 10 giu — Nulla di fatto per Raimo e company: la statua della Madonnina di Piazza Sempione nel quartiere Montesacro (Roma) rimarrà salda al proprio posto. Dopo mesi di feroce dibattito, manifestazioni, polemiche, provocazioni dei centri sociali, si chiude la vicenda legata alla proposta di pedonalizzazione presentata dal minisindaco Giovanni Caudo, e sottoscritta da tutta la Giunta. 



La Madonnina di Piazza Sempione rimane dove è

Naufraga così il progetto che prevedeva lo spostamento della Madonnina dall’isola di traffico in cui si trova dal 1948 al fronte della Chiesa degli Angeli Custodi, davanti la scalinata. Una proposta che avrebbe causato lo stravolgimento urbanistico di Piazza Sempione e che per mesi ha infiammato il quartiere Montesacro, vedendo contrapposti, da una parte la maggioranza dei residenti, la parrocchia e le associazioni cattoliche che giudicavano indegno il ridimensionamento e il riposizionamento in zona periferica della statua della Madonnina, come fosse stato un accessorio ingombrante. Dall’altra, i centri sociali e la solita sinistraglia che plaudevano allo stupro urbanistico (del costo di 700mila euro) caldeggiato dalla giunta del III Municipio. Il tutto al solo scopo di creare, nella piazza, una sorta di movida «centrosocialara» in stile Pigneto o San Lorenzo – con il carrozzone di degrado e di zone di spaccio che ne sarebbe conseguito.

La decisione di non riposizionare la statua della Madonnina da Piazza Sempione viene annunciata ai microfoni di RomaToday dall’assessore ai Lavori Pubblici, Francesco Pieroni, candidato alle primarie per la presidenza del Municipio III. «Non sposteremo il monumento sacro», ha spiegato, specificando che la delibera non pregiudica «la realizzazione di una piazza pedonale davanti alla sede del municipio, sulla quale potremo anche valutare le altre proposte che ci vengono dai cittadini e dagli atti votati in Consiglio Municipale». Questo grazie al sostegno di più di 27.000 cittadini attivi intervenuti con una petizione in difesa della memoria storica del quartiere.

Il Comitato di difesa della piazza esulta (e sbeffeggia Raimo)

Esulta il Comitato Il sacro non si tocca, difendiamo Piazza Sempioneche nei mesi scorsi ha portato avanti la battaglia contro la rimozione della Madonnina. Dalla propria pagina Facebook fa sapere che «Come ringraziamento per la vittoria di questa piccola ma simbolica battaglia alcuni cittadini stanno continuando a recitare settimanalmente il Rosario sulla scalinata della chiesa». E con toni incontrovertibilmente ironici invitano «l’assessore Christian Raimo a unirsi alla preghiera vista la sua profonda devozione alla Madonna come da lui affermato e visto che gli piace tanto recitare l’Ave Maria sul sagrato della chiesa».
E’ chiaro il riferimento alla provocazione da avanspettacolo lanciata da Raimo il 19 marzo scorso, quando si presentò sul sagrato della Chiesa — di fronte a decine di persone che manifestavano contro la pedonalizzazione — recitando sguaiatamente l’Ave Maria, con l’intento di provocare i «cattivi fascisti» e potersi vittimizzare. «D’altronde da bravo democratico qual è — conclude il Comitato — avrà accettato con filosofia e serenità la volontà della cittadinanza».

Raimo rosica sommessamente (e cita Don Camillo e Peppone)

Raimo, visibilmente e comprensibilmente in disappunto per l’epilogo della querelle, si è giocato per l’ennesima volta la carta dell’antifascismo, in uno stralunato post dove arriva a scomodare i personaggi di Guareschi. «Nel dibattito su piazza Sempione, la pedonalizzazione e la Madonnina, si citano spesso Don Camillo e Peppone, forse non avendo letto Guareschi o dimenticando una cosa importante. Don Camillo e Peppone litigavano su tutto anche se si rispettavano umanamente, e soprattutto: erano entrambi antifascisti. Oggi non è così». Cosa c’entri l’antifascismo con l’urbanistica ce lo spiegherà con calma quando si riprenderà dalla rosicata. 
Cristina Gauri

 

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